L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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La Costituzione e l'indifferentismo dei giovani
Sono veramente soddisfatta del fatto che su questo blog oltre a scambiarsi punti di vista diversi nel reciproco rispetto, si realizzi anche un dibattito culturale che ci aiuta tutti a crescere. In questo dibattito è stato più volte citato il nome di Piero Calamandrei illustre giurista ed esimio professore universitario.
Per la mia indole, e perchè sono una ammiratrice di Piero Calamandrei, avendo avuto una formazione giuridica per molti aspetti plasmata dalle teorie di questo nostro illustre predecessore, voglio , attraverso le pagine di questo blog, diffondere il famoso discorso agli studenti che Calamandrei fece all'università di Milano nel 1955 e che oggi più che mai mi sembra di straordinaria attualità.
«La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. "La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?". Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: -Ma siamo in pericolo?- E questo dice: -Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda-. Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: -Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda-. Quello dice: -Che me ne importa? Unn’è mica mio!-. Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane… E quando io leggo nell’art. 2: -l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale-; o quando leggo nell’art. 11: -L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli-, la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini! O quando io leggo nell’art. 8:-Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge-, ma questo è Cavour! O quando io leggo nell’art. 5: -La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali-, ma questo è Cattaneo! O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: -l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica-, esercito di popoli, ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: -Non è ammessa la pena di morte-, ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.»
Articolo scritto il 18.02.2008 alle 12:07
Francesco ha risposto all'articolo il 22.02.2008 alle 23:48
Buongiorno Anna Laura,casualmente mi sono imbattuto nel tuo blog. Volevo farti i complimenti per questa iniziativa. Ormai sono 7 anni che sono lontano da Specchia e leggere le opinioni e commenti dei mei compaesani mi fa sempre piacere....mi fa sentire meno lontano. Saluti e in bocca al lupo per tutto.
Francesco
specchiese ha risposto all'articolo il 19.04.2008 alle 20:20
Sono minorenne e studiando, se pure a livello di scuola secondaria di II grado,diritto e la Costituzione credo che queste siano delle parole sante.
Facendo parte della categoria giovanile posso affermare che tutto ciò è vero ,da parte dei giovani c'è la totale indifferenza per la politica ed oltretutto esiste l' interesse verso tutto ciò che è anticostituzionale come ad esempio il diffondersi delle cosidette dancehall ,luogo di consumo di sostanze poco legittime,di volgarità . Sintetizzando si stanno perdendo dei valori cristiani e sociali che io nel mio piccolo cerco sempre di conservare.
Altro fenomeno catastrofico è l' utilizzo della parola anarchia come sostituzione alla Costituzione cosa molto grave perchè fa capire come parlino senza conoscere, una persona civile sa a cosa porta l' anarchia e non si permetterebbe mai di volerla,ma questi giovani d' oggi non si preoccupano del loro futuro, PURTROPPO .
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