Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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Una spesa inutile.

Nello scorrere la periodica lettura delle deliberazioni e determine amministrative che vengono pubblicate sul sito del Comune di Specchia, non ho potuto fare a meno di notare la deliberazione di Giunta Comunale n°8 del 21 gennaio 2010.

In questa deliberazione la Giunta conferisce incarico legale all'Avv. Pietro Quinto per resistere in un giudizio dinanzi al TAR intrapreso dall'ex Presidente del Consiglio Comunale Franz Rizzo. In definitiva l'ex consigliere, avvalendosi del diritto di un cittadino di venire a conoscenza di atti pubblici che lo riguardano anche come cittadino, ha chiesto copia di vari documenti riguardanti la PETRA s.r.l..

L'amministrazione, ritenendo che le richieste non fossero ben motivate, si è rifiutata di rilasciare le copie richieste dal Rizzo. Il sig. Rizzo ha per questo, come nel suo diritto, fatto ricorso al TAR perchè ordinasse al Comune di rilasciare le copie richieste. La Giunta, come si evince dalla deliberazione n°8 ha deciso di resistere al ricorso impegnando per le spese dell'Avv. Quinto una somma pari a € 6.120,00.

Personalmente ritengo che questa deliberazione non sia per nulla opportuna nè politicamente nè economicamente. Secondo me l'ex consigliere Rizzo ha esercitato un suo specifico diritto di cittadino interessato ad un servizio pubblico, e, quando anche la richiesta non fosse formalmente corretta, comunque non credo vi sia alcun motivo per negare la visione degli atti che riguardano la società mista PETRA s.r.l., vista la sua qualità di società a partecipazione pubblica....

27.01.2010 alle 23:35  Continua a leggere  Commenti (171)

Un nastrino bianco per sentirci meglio!

Giornata mondiale contro la violenza sulle donneQuante belle parole, quanti bei propositi, quante belle manifestazioni, quanti bei gazebo, e .... quante persone, da pulpiti non ben definiti, pronte a redarguire i comportamenti degli altri... questo naturalmente avviene nella giornata del 25 novembre indicata convenzionalmente da una risoluzione dell'ONU del 1999 quale giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Io mi sono rifiutata oggi di indossare il nastrino bianco, nè ho voluto mettermi l'anima in pace pensando che ho fatto anch'io qualcosa scrivendo, per es., il solito articolo retorico o strumentalizzando il tema per mettere in evidenza la mia sezione di partito...

Io indosso quasi tutti i giorni il mio bel nastrino bianco quando con il mio lavoro e con il mio essere pienamente e consapevolmente donna ascolto donne maltrattate non solo nel corpo ma soprattutto nell'anima.

MALTRATTATE da mariti immaturi che non riescono a stare dietro alle loro compagne, emancipate e consapevoli, che preferiscono che la loro donna resti a casa, anche se laureata, a far crescere i figli e ad occuparsi dei loro bisogni;

29.11.2009 alle 20:34  Continua a leggere  Commenti (135)

Troviamo una casa

Questa è la storia di un ragazzo che sta lottando per poter avere quel minimo che a nessuno può essere negato, e cioè una famiglia, dei figli, una casa. Beh! qual è il problema, ci verrebbe da dire, è una cosa così naturale!!... e invece no!!

Anche nella nostra comunità sana, perbene, fatta di lavoratori e persone che vanno in chiesa accade che un ragazzo, portatore di handicap, nel voler condurre una vita normale deve quasi scalare il K2.

Questo ragazzo, che per ragioni di privacy chiameremo Mario Rossi, ha conosciuto una ragazza rumena di cui si è innamorato. Si sono fidanzati e hanno avuto un figlio, che oggi ha un mese. Da quando la ragazza è rimasta incinta insieme hanno cercato una casa dove andare ad abitare. E da questo momento è cominciata l'odissea. Nonostante le tante richieste, e le numerose case sfitte, nessuno ha voluto affittare a questa "strana" coppia una casa, anche piccola. La gente purtroppo non si fida di una persona che per la sua storia familiare e per l'opinione pubblica del paese viene considerato un poco di buono, uno che sicuramente non rispetta gli oneri contrattuali, e che magari potrebbe rovinare l'immobile datogli in locazione.

Ma Mario Rossi non si è dato per vinto, ed ha scritto al Prefetto, al Sindaco e al Parroco per chiedere un aiuto al fine di trovare casa, garantendo tutto il suo impegno sia per il pagamento del canone che per la cura dell'immobile. Delle autorità interpellate solo il Parroco si è occupato del problema ed è riuscito a trovare tra i parrocchiani delle persone che hanno messo a disposizione quello che avevano.

01.04.2009 alle 15:23  Continua a leggere  Commenti (4)

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