L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Anche a Specchia si firmerà contro il lodo Alfano
Vi riporto di seguito il testo integrale del c.d. lodo Alfano. E' composto da un solo articolo con otto commi
.""""" *Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (articolo 1, comma 1). Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato. La sospensione opera per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica.
*Rinuncia alla sospensione (articolo 1, comma 2). L'imputato o il suo difensore munito di procura può rinunciare alla sospensione in ogni momento.
*Assunzione delle prove non rinviabili (articolo 1, comma 3). Nonostante la sospensione del processo il giudice potrà procedere, se ne ricorrono i presupposti, all'assunzione delle prove non rinviabili. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento si tratta di una valvola di sicurezza che salvaguardia il diritto alla prova e impedisce che la sospensione operi in modo generale e indifferenziato sul processo.
*Prescrizione (articolo 1, comma 4). Alla sospensione del processo è collegata la contestuale sospensione dei termini di prescrizione.
*Durata della sospensione (articolo 1, comma 5). La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile (su questo punto però si pone una eccezione, nel caso di una nuova nomina nel corso della stessa legislatura. Secondo la relazione illustrativa al provvedimento questo regime speciale sarebbe imposto dalla diversa durata delle 4 cariche interessate dal provvedimento.
*Trasferimento dell'azione in sede civile (articolo 1, comma 6). In caso di sospensione possibilità per la parte civile di trasferire l'azione in sede civile.
*Disposizione transitoria (articolo 1, comma 7). Sospensione estesa anche ai processi penali già in corso, in ogni fase e grado, all'entrata in vigore del provvedimento.
*Entrata in vigore (articolo 1, comma 8). Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale."""""
Oltre cento illustri costituzionalisti ritengono che il lodo Alfano sia incostituzionale perchè contrario all'art.3 della Costituzione che sancisce il fondamentale principio che ogni uomo è uguale di fronte alla legge.
I PM di Milano nei processi in cui è coinvolto Berlusconi hanno sollevato questione di costituzionalità e hanno chiesto alla corte Costituzionale di annullare il lodo Alfano.
Ma in attesa della decisione della suprema corte è giusto che la gente si mobiliti per difendere il principio di uguaglianza. E ciò può essere fatto firmando il referendum abrogativo di questa ennesima legge vergogna ad personam.
Vi annuncio quindi che anche a Specchia verso la metà di novembre Italia dei Valori allestirà un banchetto per raccogliere le firme. Io stessa mi attiverò in prima persona. Vi invito tutti a firmare e a partecipare . Il programma dettagliato ve lo comunicherò successivamente.
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E' vergognoso che in paesi come il Congo avvengano ancora oggi delle azioni di guerra disumane contro donne e bambini. Ma ancora più disumana è l'indifferenza dei paesi ricchi. Guarda il video. Chi volesse aiutare le donne congolesi può mettersi in contatto con il "Social Aid For the Elimination of Rape (SAFER)" dell'Università di Toronto.
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Ascoltate il Prof. Aldo Giannuli sui problemi dell'Università italiana.... mi chiedo perchè non sono queste le persone che decidono del futuro della scuola e stiamo lì a crogiuolarci con un ministro che per iscriversi all'albo degli avvocati ha fatto l'esame a Reggio Calabria perchè lì è più facile superarlo.
Articolo scritto il 26.10.2008 alle 00:48
Rocco Indino ha risposto all'articolo il 26.10.2008 alle 18:11
Carissimi,sembra lontano, ma il Natale è alle porte.Dopo la bellissima esperienza e il grande successo avuta la scorsa edizione anche quest'anno siamo desiderosi diavventurarci nella rappresentazione della seconda edizione del "Presepe Vivente nel Borgo Antico".Per far ciò, però abbiamo bisogno anchedella vostra collaborazione. Parteciparenon è difficile, basta solo munirsi diimpegno, spirito di iniziativa,buona volontà e spirito di collaborazione. Chiunque volesse aderire per l'organizzazionedi questo evento può farlo rivolgendosi entro il 15 novembre: Signora Rita tel. 0833.539631Suor Eva tel. 0833.535289 Per ulteriori informazioni potete rivolgervi il martedi dalle ore 18:00 alle ore 19:00presso l'ufficio Parrocchiale. Comunicato numero 1. Uffici: segreteria/stampa "Presepe Vivente nel Borgo Antico" - Specchia - www.grupporavascospecchia.it / info@grupporavascospecchia.it per visionare la notizia e le foto della scorsa edizione andate sul sito www.specchia.it / www.specchia.org o sul sito www.grupporavascospecchia.it
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 28.10.2008 alle 16:46
Alcuni mesi or sono su questo blog si è scritto più volte di Ezra Pound, un poeta il cui pensiero torna ad essere estremamente attuale, in questo periodo di grave crisi finanziaria, e non solo nell’ambito strettamente economico. Roberto Saviano, autore di “Gomorra”, in una intervista a Matrix di mercoledì 15 ottobre, ha voluto spiegare dove trova ancora il coraggio di andare avanti, di rinunciare alla sua libertà, dovendo vivere sotto scorta. Lo ha fatto con una citazione che certamente ha toccato i sentimenti profondi di tutti coloro che hanno militato e sono impegnati nella destra. . Sono scolpite indelebilmente nell’immaginario della destra italiana queste parole del poeta americano che vide in Mussolini l’erede del presidente Jefferson. Parole riprese negli anni Settanta da Sergio Caputo, allora dirigente dei ragazzi di destra. Anche Riccardo Arena ha scelto il titolo per il suo recente romanzo sugli anni Settanta, utilizzando il verso di Pound : “Quello che veramente ami rimane / Il resto è scorie / quello che veramente ami non ti sarà strappato / Quello che veramente ami è la tua vera eredità”. Anche l’attore comico Lello Arena, in “Tutti pazzi per la tele”, ha citato Pound come sommo poeta. E Sam Savage, nel suo recente romanzo “Firmino”, ha voluto citare Paund. La rivincita di Pound si registra soprattutto nell’analisi di una crisi finanziaria che ha messo in discussione l’economicismo. , scriveva il poeta negli anni Trenta; ed alcuni giorni fa il New York Times riportava il suo verso ”Con usura nessuno ha una solida casa”. Ed ancora Gad Lerner, Beppe Grillo e Walter Veltroni che, in una recente manifestazione del PD ha denunciato un crescente rischio usura. Francesco Guccini nel suo contributo – “Bologna, Dylan e i Provos” – al libro curato da Walter Veltroni “Il sogno degli anni ’60”, scrive: «Mentre facevo il militare mi comperai un eskimo... Gli anni ’60 erano per noi gli anni del nouveau roman francese, avevamo la mania di Eliot e di Ezra Pound...». E di Pound che passeggiava per i calli di Venezia si può leggere anche nel libro che Vincenzo Mollica ha dedicato a Hugo Pratt e Corto Maltese. Per non dire di Roberto Benigni che recitando La Divina Commedia dantesca in piazza Santa Croce a Firenze – «Dante, l’uomo che fustigava la Wall Street del trecento», ha ammesso – non è riuscito a trattenersi dal citare il verso più famoso di Pound: . Lucio Dalla, nella sua raccolta di scritti “Gli occhi di Lucio” sottolinea la presunzione della sinistra italiana: . Ultima, in ordine di tempo, la citazione fatta da Ezio Mauro, direttore di Repubblica.
Giano Accade, in un libro del 1995 “Ezra Pound economista. Contro l’usura” (Edizioni Settimo Sigillo) riferisce che nei “Cantos” – alla luce degli studi poundiani sugli Statuti del Monte dei Paschi di Siena – emerge a tutto campo la sua diagnosi sull’economia mondiale. Pound, infatti, aveva scoperto che nell’istituto di credito toscano – risorto nel 1622 con l’impegno, poi fissato negli Statuti, di mantenere gli interessi al 5 per cento – l’erogazione del credito era aperta a chiunque garantisse di adoperarlo per scopi socialmente apprezzabili, distinguendosi in questo modo dalla logica speculativa – e usurocratica – con cui settant’anni dopo sarebbe sorta la Banca d’Inghilterra. Lo spiegò bene lo stesso Pound: . Il poeta introduce questa politica bancaria all’interno della più generale messa in atto in Toscana da Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena che realizzava il miracolo di un sistema bancario fondato sull’abbondanza della natura, sulla capacità del popolo di produrre, sulla fertilità che crea il “credito” della nazione. L’esempio opposto era invece costituito dalla Banca d’Inghilterra nei cui statuti si leggeva: ; quella stessa Inghilterra che viene citata da tutti come la culla della democrazia! Il ”male” dell’economia finanziaria è lo stesso denunciato, già nel 1816, da uno dei riferimenti di Pound, il già citato Thomas Jefferson: .
Veramente niente male, se si considera che Pound, per il suo pensiero politico e per le sue teorie economiche, finì per qualche settimana in un campo punitivo americano presso Pisa, in una gabbia di ferro, e poi per dodici anni in un manicomio criminale negli Stati Uniti; condannato da coloro che da sempre amano autodefinirsi come “liberatori”.
Ma la riscossa di Ezra Pound non è solo nelle citazioni; il pensiero Poundiano ha influenzato in modo determinante la politica economica del ministro Tremonti.
Il poeta è diventato la metafora di un modo nuovo di pensare la politica, se è vero che anche l’ex iper-liberista Berlusconi ha dovuto affermare che: ; e se anche Marco d’Eramo, sul Manifesto, è arrivato a scrivere: . E, se si pensa che il precedente governo di centrosinistra aveva bloccato pressoché tutte le opere pubbliche …
La rivincita di Pound, allora, intesa come la rivincita della creatività, della spiritualità, dell’altruismo, del socialmente utile, contro il dominio del denaro. La rivincita di Pound, che è anche quella di John Maynard Keynes, è soprattutto la rivincita della dimensione del dono contro l’utilitarismo.
Scriveva ancora Pound: . Quello che era definito il poeta geniale e visionario parla della sua epoca ma sembra descrivere la stessa crisi finanziaria dei nostri giorni.
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 29.10.2008 alle 07:43
L'intervento pubblicato ieri è assolutamente incomprensibile perchè, stranamente, sono stete omesse tutte le citazioni riportate tra virgolette; forse a causa del segno grafico utilizato.
Provo a spedirlo nuovamente, sperando che l'inconveniente non si ripeta.
Alcuni mesi or sono su questo blog si è scritto più volte di Ezra Pound, un poeta il cui pensiero torna ad essere estremamente attuale, in questo periodo di grave crisi finanziaria, e non solo nell’ambito strettamente economico. Roberto Saviano, autore di “Gomorra”, in una intervista a Matrix di mercoledì 15 ottobre, ha voluto spiegare dove trova ancora il coraggio di andare avanti, di rinunciare alla sua libertà, dovendo vivere sotto scorta. Lo ha fatto con una citazione che certamente ha toccato i sentimenti profondi di tutti coloro che hanno militato e sono impegnati nella destra. “Voglio citare – ha detto – una vecchia frase di un poeta che ho amato tanto: “Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui””. Sono scolpite indelebilmente nell’immaginario della destra italiana queste parole del poeta americano che vide in Mussolini l’erede del presidente Jefferson. Parole riprese negli anni Settanta da Sergio Caputo, allora dirigente dei ragazzi di destra. Anche Riccardo Arena ha scelto il titolo per il suo recente romanzo sugli anni Settanta, utilizzando il verso di Pound “Quello che veramente ami”: “Quello che veramente ami rimane / Il resto è scorie / quello che veramente ami non ti sarà strappato / Quello che veramente ami è la tua vera eredità”. Anche l’attore comico Lello Arena, in “Tutti pazzi per la tele”, ha citato Pound come sommo poeta. E Sam Savage, nel suo recente romanzo “Firmino”, ha voluto citare Paund. La rivincita di Pound si registra soprattutto nell’analisi di una crisi finanziaria che ha messo in discussione l’economicismo. “Il tempo non è denaro, ma è quasi tutto il resto”, scriveva il poeta negli anni Trenta; ed alcuni giorni fa il New York Times riportata il suo verso ”Con usura nessuno ha una solida casa”. Ed ancora Gad Lerner, Beppe Grillo e Walter Veltroni che, in una recente manifestazione del PD ha denunciato un crescente rischio usura. Francesco Guccini nel suo contributo – “Bologna, Dylan e i Provos” – al libro curato da Walter Veltroni “Il sogno degli anni ’60”, scrive: «Mentre facevo il militare mi comperai un eskimo... Gli anni ’60 erano per noi gli anni del nouveau roman francese, avevamo la mania di Eliot e di Ezra Pound...». E di Pound che passeggiava per i calli di Venezia si può leggere anche nel libro che Vincenzo Mollica ha dedicato a Hugo Pratt e Corto Maltese. Per non dire di Roberto Benigni che recitando La Divina Commedia dantesca in piazza Santa Croce a Firenze – «Dante, l’uomo che fustigava la Wall Street del trecento», ha ammesso – non è riuscito a trattenersi dal citare il verso più famoso di Pound: “Quello che veramente ami rimane …”. Lucio Dalla, nella sua raccolta di scritti “Gli occhi di Lucio” sottolinea la presunzione della sinistra italiana: “la sua debolezza è stata essersi sentita più astuta del proprio competitore e culturalmente imparagonabile alla destra, dimenticando per esempio Céline, Ezra Pound, Evola …”. Ultima, in ordine di tempo, la citazione fatta da Ezio Mauro, direttore di Repubblica.
Giano Accame, in un libro del 1995 “Ezra Pound economista. Contro l’usura” (Edizioni Settimo Sigillo) riferisce che nei “Cantos” – alla luce degli studi poundiani sugli Statuti del Monte dei Paschi di Siena – emerge a tutto campo la sua diagnosi sull’economia mondiale. Pound, infatti, aveva scoperto che nell’istituto di credito toscano – risorto nel 1622 con l’impegno, poi fissato negli Statuti, di mantenere gli interessi al 5 per cento – l’erogazione del credito era aperta a chiunque garantisse di adoperarlo per scopi socialmente apprezzabili, distinguendosi in questo modo dalla logica speculativa – e usurocratica – con cui settant’anni dopo sarebbe sorta la Banca d’Inghilterra. Lo spiegò bene lo stesso Pound: “Il Monte dei Paschi trovò e mise in atto le basi valide del credito, e cioé: 1) l’abbondanza della natura; 2) la responsabilità di tutto il popolo”. Il poeta introduce questa politica bancaria all’interno della più generale ”prima rivoluzione populista moderna” messa in atto in Toscana da Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena che realizzava il miracolo di un sistema bancario fondato sull’abbondanza della natura, sulla capacità del popolo di produrre, sulla fertilità che crea il “credito” della nazione. L’esempio opposto era invece costituito dalla Banca d’Inghilterra nei cui statuti si leggeva: “Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal niente”, permettendo così a poche persone di diventare ricche senza usare denaro. Questo modello economico, quello finanziario, s’identificava quindi non con la natura (fertilità) ma con l’usura (sterilità) che idolatra il denaro creato magicamente dal nulla e per pochi”; quella stessa Inghilterra che viene citata da tutti come la culla della democrazia! Il ”male” dell’economia finanziaria è lo stesso denunciato, già nel 1816, da uno dei riferimenti di Pound, il già citato Thomas Jefferson: “Siamo indotti a credere che dei prestigiatori che fanno trucchi con la carta possano produrre una ricchezza solida quanto il duro lavoro sulla terra”.
Veramente niente male, se si considera che Pound, per il suo pensiero politico e per le sue teorie economiche, finì per qualche settimana in un campo punitivo americano presso Pisa, in una gabbia di ferro, e poi per dodici anni in un manicomio criminale negli Stati Uniti; condannato da coloro che da sempre amano autodefinirsi come “liberatori”.
Ma la riscossa di Ezra Pound non è solo nelle citazioni; il pensiero Poundiano ha influenzato in modo determinante la politica economica del ministro Tremonti.
Il poeta è diventato la metafora di un modo nuovo di pensare la politica, se è vero che anche l’ex iper-liberista Berlusconi ha dovuto affermare che: “Gli aiuti di Stato sono buoni e giusti”; e se anche Marco d’Eramo, sul Manifesto, è arrivato a scrivere: “L’unico modo per far ripartire l’economia sarebbe varare, in tutto il mondo, grandi programmi di lavori pubblici, come fece non solo il New Deal di Roosevelt ma anche l’Italia fascista di Mussolini”. E, se si pensa che il precedente governo di centrosinistra aveva bloccato pressoché tutte le opere pubbliche …
La rivincita di Pound, allora, intesa come la rivincita della creatività, della spiritualità, dell’altruismo, del socialmente utile, contro il dominio del denaro. La rivincita di Pound, che è anche quella di John Maynard Keynes, è soprattutto la rivincita della dimensione del dono contro l’utilitarismo.
Scriveva ancora Pound: “La scienza moderna è riuscita a moltiplicare la possibilità della ricchezza; la scienza, controllata e pungolata dalla volontà politica, deve risolvere l’altro problema, quello della ricchezza, in modo che non si verifichi più l’evento illogico, paradossale e al tempo stesso crudele, della miseria in mezzo all’abbondanza”. Quello che era definito il poeta geniale e visionario parla della sua epoca ma sembra descrivere la stessa crisi finanziaria dei nostri giorni.
Piero ha risposto all'articolo il 29.10.2008 alle 12:42
Buon giorno Sig. Luigi Ferrarese
Non credo che qualcuno in questo sito abbia mai tentato di fare opera di convincimento per l'uno o per l'altro partito. Mi consenta quindi di scriverle che si sarebbe potuto risparmiare sia il primo che il secondo intervento su Ezra Pound. A proposito di economisti, mi ricordo che nel corso dei miei studi, il mio docente di economia ci raccontò che se vedi due scienziati discutere, coloro che non si trovano mai daccordo sono proprio gli economisti.
Le sarei molto grato se in futuro volesse risparmiarmi la lettura di scritti atti a fare proselitismo destroide.
La ringrazio in anticipo
Piero Stendardo



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