L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Andare a votare? Si può fare!
Qualche giorno fa ho pubblicato il discorso che Piero Calamandrei tenne nel 1955 ai giovani dell'Università di Milano. Quelle argomentazioni mi sembravano attualissime anche contro il partito del non voto. Vi prego di andare a rileggerlo dopo però che avrete letto la lettera che Roberto Musio, capogruppo di maggioranza del Comune di Specchia, ha inviato a Berlusconi e a Veltroni.
Alcune delle argomentazioni usate dal consigliere Musio sono sicuramente condivisibili, non fosse per l'aspetto retorico e demagogico delle stesse. Ma le conclusioni sono del tutto inaccettabili.
Non andare a votare significa prima di tutto omologare tutti i candidati nella stessa posizione. Se abbiamo la capacità di analizzare più a fondo le questioni e non abbandonarci a sterili qualunquismi del tipo "questi politici sono tutti uguali", allora ognuno di noi potrà poter prendere la propria decisione e caricarsi la responsabilità delle sorti del paese anche con questo schifo di legge elettorale definita dallo stesso ideatore una "porcata".
Con tutte le responsabilità che riconosco ai governi di centrosinistra: dall'indulto, ad alcune facili liberalizzazioni, dal mancato controllo dei prezzi al mancato intervento sul conflitto di interessi e sul sistema televisivo al mancato intervento sulla legge elettorale (pur con tutte le attenuanti della difficoltà a mettere daccordo da Dilberto a Mastella da Dini a Giordano ecc.), alla debolezza di difendere uno stato laico contro un clero sempre più politicizzato. Pur con tutti questi limiti credo che mai queste persone, che hanno stipendi elevatissimi e privilegi di ogni sorta, possano essere equiparate a chi ha redditi annui di quasi 140 milioni di Euro, a chi ha volutamente creato una legge elettorale per spodestare il popolo italiano del diritto di eleggere i prori rappresentanti in Parlamento, a chi si è fatto le leggi ad personam per evitare le patrie galere, a chi ha steso il tappeto rosso ai neofascisti che mai hanno ripudiato le barbarie del ventennio, a chi si è pulito il didietro con la bandiera italiana, a chi ci ha indegnamente rappresentati all'estero arrivando ad insultare esponenti politici stranieri, a chi si dichiara difensore della dottrina cattolica pur non rispettandone i valori a chi non ha il minimo senso della tolleranza nei confronti dei paesi poveri o delle altre dottrine religiose arrivando ad offendere altre culture e religioni.
Allora anche se c'è il rischio di affondare (come nella parabola di Calamandrei) ognuno di noi deve dare il proprio contributo per ributtare a mare l'acqua che si è imbarcata, anche se ci danno un bicchere per farlo.
Non partecipare al voto significa non solo accettare il risultato, qualsiasi esso sarà, ma esserne i principali responsabili. Perchè di tutto quello che succederà, nel bene e nel male, saranno responsabili soprattutto coloro che non hanno deciso, perchè hanno delegato la propria libertà di scegliere al primo che passa. Bisogna scegliere, se non i candidati almeno il tipo di governo che ci guiderà, e magari sceglieremo quel governo che con tutti i limiti che ha può darci maggiori speranze di cambiamento.
Finiamola di autocommiserarci, e quel poco di democrazia che ci è rimasta, per colpa di Berlusconi, Fini, Casini e Calderoli, utilizziamola andando a votare, e non consentiamo a questi signori di darci il colpo di grazia!
Assumiamoci le nostre responsabilità, che dovrebbero essere più elevate e consapevoli quando ricopriamo cariche pubbliche elettive, e quando noi stessi, con le nostre scelte e le nostre decisioni abbiamo contribuito a sostenere una classe di politici di professione che sono nelle istituzioni da una vita, che non lasciano scampo ai giovani e che continuano a godere di privilegi e vitalizi vivendo solamente di denaro pubblico.
Articolo scritto il 25.03.2008 alle 16:42
Marco Travaglio (dichiarazione di voto) ha risposto all'articolo il 29.03.2008 alle 13:07
"Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.
C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione. C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza. C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria. C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici. C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti. Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati. E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta. E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.
No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.
Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti."
Nicola ha risposto all'articolo il 05.04.2008 alle 00:22
Ho visto questa sera l'intervista di Antonio Di Pietro su Rai Tre:
credo che sia uno dei pochi politici " NON CORROTTI",e che ha la capacità di far rivivere il nostro paese.
luigi ha risposto all'articolo il 05.04.2008 alle 10:48
Capisco le motivazione del sig. Musio ma non conivido il fatto di non andare a votare. Tanti sono i motivi perchè andrò alle urne e lo farò per Veltroni e il PD.
Una sola motivazione però lo voglio dire:
Se malauguratamente andasse al governo la destra dal punto di vista economico il sud non ne uscirebbe bene, avete visto il programma fiscale della Lega Nord? Dicono i leghisti che se vincono le elezioni (alleati di Berlusconi anche se sulle nostre schede nn ci sono!) per 10 anni, il90% delle entrate fiscali devono rimanere nelle regioni di provenienza! A conti fatti, dato che il PIL delle Regioni del Nord è circa il doppio di quello del sud (es. Lombardia 26000 pro capite e Sicilia solo 12000!!), se oggi il Governo centrale dà, ad esempio, 1000 euro per abitante alle varie regioni, se passa il Federalismo stile leghista ,alle Regioni del SUD arriverebbero circa 700 euro pro capite (é un calcolo esatto!),quindi con una riduzione secca del 30%!
dovremmo essere solo masochisti a votarli!!! o peggio astenersi...
Alessandra ha risposto all'articolo il 07.04.2008 alle 17:30
NON ANDARE A VOTARE??
A mio avviso è un atto di tradimento nei confronti del nostro stesso paese.
Non dobbiamo rassegnarci.
Dobbiamo credere e dare fiducia a questo nuovo partito democratico guidato dal leader Walter Veltroni; il Pd può dare alla nazione un governo stabile,capace di realizzare le proprie proposte senza essere influenzato o vincolato da altre formazioni politiche:che vadano via i piccoli partiti di destra e di sinistra,e soprattutto che se ne vada (come dice Grillo) truffolo , nanerottolo;colui che mente spudoratamente ogni qual volta apre bocca per parlare ...il Berlusca.
Francesco Guccini ha risposto all'articolo il 07.04.2008 alle 23:17
Voterò PD sia alla Camera che al Senato. Perché? Qualcuno mi suggerisca una via alternativa e più dotata per tenere questa destra lontana dall'area di governo. La pur breve esperienza recente del centrosinistra ha dimostrato che un altro modo di governare è possibile e che è altrettanto possibile guidare il paese badando agli interessi generali piuttosto che a quelli del presidente del consiglio. Se vi par poco. E c'è un'altra considerazione facile facile: sia da destra che da sinistra risuona da tempo un'eco insistente, "tanto, sono tutti uguali". Ma non è vero che sono tutti uguali, basta guardarsi attorno e valutare alcuni dati reali, anche nel corso di questa campagna elettorale. Ma quell'eco è pericolosa, spinge molta gente a staccare la spina. Voto per creare un argine di responsabilità a questa brutta deriva che cancella le differenze e sottrae ai cittadini il potere di decidere, di scegliere. Ecco perché non avrò dubbi su cosa fare.
Francesco Guccini
Cantautore
Fabio ha risposto all'articolo il 08.04.2008 alle 10:35
Come giudicare la Lega nord e l'alleanza con Berlusconi!!!
PS: Leggete il giuramento padano... E meditate su chi al nord sbraita e poi frequenta i salotti romani!
Ragazzi, guardate all'estero come vedono un eventuale vittoria di Belusconi: L’Europa si prepari al peggio, scrive lo Spiegel nell’edizione che è andata in edicola ieri. Per la terza volta la Ue trovarsi con un paese alla cui guida c’è un «miliardario che non è mai riuscito a trovare la differenza tra i propri interessi privati e il bene comune». Dalle prime righe del lungo servizio emerge un Walter Veltroni consapevole del fatto che l’Italia è «stanca e malata» a causa di «un sistema inadatto a prendere qualsiasi decisione e ad assumersi responsabilità», ma tutt’altro che rassegnato e molto convinto del proprio «si può fare». Il racconto delle manifestazioni elettorali nel profondo nord, dove è forte la Lega (l’altro fenomeno che insieme con Berlusconi è difficile comprendere fuori dei confini d’Italia) e il profilo di Anna Finocchiaro che accompagna il servizio appaiono, forse anche al di là, del radicale pessimismo dell’amante che non rispetta l’amata, note di speranza.
E a proposito di lega nord, leggete il giuramento: «Oggi, sul sacro suolo di Pontida, di fronte alla sua millenaria Abbazia e alla sua storia, dove otto secoli orsono i nostri Comuni si riunirono in Lega e giurarono di combattere contro il potere straniero, noi rappresentanti dei Popoli Padani, giuriamo di difendere la libertà dei nostri Popoli Padani dal potere romano e ciò faremo giurare ai nostri figli»
Il giuramento della Lega a Pontida, 6 aprile 2008
E ricordo che ogni voto dato al Popolo delle libertà andrà anche alla Lega Nord che con la sua truppa di senatori e deputati ricatterà e condizionerà il futuro governo.. MA SOLO SE SE VINCERANNO!
Ma io sono fiducioso, credo nella rimonta di VELTRONI e mi auguro si compia LA PIU' GRANDE RIMONTA DELLA STORIA POLITICA ELETTORALE ITALIANA!!!
Roberto ha risposto all'articolo il 08.04.2008 alle 16:22
Andare a votare? Certo che si, mai come questa volta sono convinto per chi votare e con grande rabbia traccerò il segno sul simbolo del Pdl. Ma come si fa a votare Veltroni? Il suo PD è composto dalle stesse persone che ci hanno dissanguato con una tassazione megagalattica, alla faccia del tanto proclamato aiuto mai attuato per i ceti medio-bassi. Bindi, D'Alema, Visco, Di Pietro, Rutelli sono i volti nuovi del PD e Prodi che è sparito dalla circolazione nonostante sia il presidente di questo nuovo partito e per finire Bassolino che ha distrutto la bella Napoli e la Campania.
Aprite gli occhi Italiani Veltroni le spara grosse, fa nuove promesse che restano nel libro dei sogni come ha fatto il suo predecessore Prodi.
Rocco ha risposto all'articolo il 08.04.2008 alle 17:08
Mi sembra che questo blog stia diventando monopartitico, per questo mi vedo costretto a dire nuovamente la mia opinione in merito alle prossime elezioni.
Bisogna prima precisare alcune cose:
Il Federalismo fiscale è uno strumento che ogni stato moderno, quindi non centralista, persegue ai fini di ottimizzare il prelievo fiscale in ottica sussidiaria.
State attenti a chi vi dice, per portare a se i voti, che questa politica la vuole solo Lega. Infatti sia Veltroni che lo stesso Presidente Giorgio Napolitano l’hanno più volte richiamata come una prossima indispensabile riforma costituzionale.
Il federalismo fiscale è uno strumento fondamentale per far prendere coscienza, alle regioni del sud, che è finito il periodo dove si poteva sperperare il danaro pubblico. Pensate che la spesa procapite per la sanità in Calabria è di 1EURO SUPERIORE rispetto alla Lombardia.
Comunque la riforma voluta a gran voce dalla Lega Nord non elimina il sistema perequativo che consente l’indirizzo di parte della tassazione delle regioni del nord verso regioni “meno dotate”.
Detto questo, non è assolutamente vero che la lega potrà fare bello e cattivo tempo nel prossimo governo Berlusconi, in quanto vi è una forza altrettanto importante quale il MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE.
Per cui invito chi avesse paura di fantomatiche “marce su Roma” (io non sono tra questi) a votare suddetto partito.
Tra parentesi io preferisco l’influenza federalista della lega all’influenza giustizialista dell’ITALIA DEI VALORI o mangiapreti (per essere buoni) dei RADICALI
Il prossimo GOVERNO BERLUSCONI dovrà affrontare nodi cruciali per il nostro futuro:
- La scuola ridicolizzata da quell’incapace di Mussi che per intervenire contro il bullismo agisce sugli studenti (colpevoli forse solo di una deriva nichilista) e non sugli insegnanti senza polso che sono lì solo perché sono andati in cerca della panacea del posto fisso e garantito.
- L'emergenza rifiuti affossata da Pecoraio Scanio e dal partito dei NO, ma anche dalla Iervolino e da Bassolino che pur essendo soci fondatori del fantomatico PARTITO DEMOCRATICO (che su questo blog sembra sia diventato la risoluzione di tutti i problemi) non si sono presentati al comizio di Veltroni a Napoli. (è questa la novità che volete votare, gente che si nasconde per non far perdere voti, per poi magicamente ricomparire dopo le elezioni più sporchi e inetti di prima).
- Un paese ridicolizzato da avvenimenti come lo scandalo della visita del Papa alla Sapienza o come la mozzarella alla diossina o dal fallimento di Alitalia O DA DALEMA CHE CAMMINA A BRACCETTO CON I TERRORISTI HEZBOLLAH.
- La riforma delle istituzioni bloccate da un sistema inadeguato con una camera e un senato che hanno gli stessi ruoli e con un premier senza poteri.
- L’aiuto ai giovani e alle famiglie grazie a mutui agevolati per le giovani coppie ed un importante piano di edilizia pubblica che vedrà realizzare delle piccole cittadelle dedicate.
- Le imprese sofferenti in un sistema che rende difficile la competitività, che verranno aiutate con una riduzione dell’iva sul turismo ed il versamento dopo l’effettivo pagamento
- I Salari inadeguati a causa di un gap indecente tra lordo e netto, e con una tassazione che colpisce anche straordinari, tredicesime e premi di produzione.
"Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto." [Benedetto XVI, Deus caritas est]
Uno stato snello, quindi, presente in quelle aree dove il singolo privato non possa, in efficienza, intervenire.
Certo, lo scorso governo Berlusconi non ha raggiunto tutti i risultati che si prefiggeva. Né mancano i conflitti d’interesse, che sono palesi e conosciuti a tutti, ciò è sicuramente meglio dei conflitti celati dietro cooperative che si comportano come merchant bank grazie ad una fiscalità ideologicamente favorevole, o d’interessi nascosti, di banche e fondazioni varie, che sono sempre i più dannosi.
Una cosa è certa: l’azione del centrodestra non ha l’intenzione di bloccare la libertà e la responsabilità dei singoli, la ripresa della piccola e media impresa e il riorganizzarsi della società dal basso per rispondere ai propri bisogni.
Votiamo POPOLO DELLE LIBERTA’ alla camera come al senato!
Un voto per difendere la libertà di tutti: delle persone, delle realtà educative e sociali, delle imprese.
Un voto per rilanciare la competitività del paese, per ridurre la pressione di un sistema pubblico sproporzionato per efficienza e dimensione, un voto per l’Italia e per gli italiani.
Rocco
Pro-PDL ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 09:49
Voto PDL perché il governo Prodi è stata una calamità per il Paese, questo è sotto gli occhi di tutti. L' impoverimento di tante famiglie, soprattutto appartenenti al ceto medio. Da quando ci sono loro al governo, è vero che non si arriva più alla quarta settimana, ma solo perchè grazie a loro non si arriva nemmeno alla terza, di settimana! Su un sondaggio pubblicato su Repubblica pare che il 46% degli operai italiani voterà per Berlusconi e il PDL.
Ho l’impressione che quelle persone che votano contro Berlusconi lo facciano soltanto per una questione di ripugnanza fisica. A tanti può sembrare una cosa stupida non pagare la tassa sulla prima casa, ma se ci pensiamo bene questa è una tassa spregevole. Voglio ricordare a tutti che il governo Berlusconi in cinque anni non ha messo mani nelle tasche dei cittadini e i suoi programmi, all'80% sono stati rispettati. Questo dato è fornito da studi effettuati dall'Università di Siena, che per tradizione non è certamente di centro-destra.
Pro-rinascita ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 10:45
Se volete toccare il fondo, votate Walter Veltroni ma poi non lamentatevi, abbiate il coraggio delle vostre scelte! Ma ancora vogliamo credere alle menzogne di questa gente? Gente che ha portato l'italia, l'italiani, noi tutti, alla miseria? Le parole di Walter il buono, sono belle, ma i segni su de morte...! Ppriti l'occhi! Per principio non voterei mai la stessa gente che ci ha rovinato, indipendentemente da chi sta dall'altra parte, ci fosse anche il diavolo!


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