Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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I giovani e la trappola del clientelismo

Prendo spunto da un piccolo volantino anonimo divulgato oggi per le strade di Specchia per dire la mia opinione su alcune decisioni della Giunta di Specchia alquanto discutibili.

Mi riferisco alle delibere n°79/07 e n°92/07.

La prima indìce un pubblico concorso per una borsa di studio a favore di giovani laureati in lettere e beni culturali; la seconda nomina una commissione giudicatrice che indicherà il vincitore di questa discutibile borsa di studio.

Un elemento è certo, questa borsa di studio ha tanto la parvenza di un mascherato rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato (forse): in pratica la borsa di studio consente al vincitore di prestare la propria opera presso la biblioteca di Specchia per un periodo di 12 mesi rinnovabili di altri sei "sulla base dei risultati conseguiti" con una retribuzione di € 800 mensili oltre oneri riflessi e IRAP.

In pratica si creerà un rapporto di lavoro precario avente una veste dettata, bisogna ammettere, da grande fantasia amministrativa, e come tale probabilmente del tutto irregolare (le tipologie dei rapporti di lavoro sono quelle previste dalla legge e non se ne possono creare di nuove).

Ma oramai a Specchia siamo abituati a questo modo di fare avallato dal segretario comunale, dagli uffici, dalla minoranza consiliare e dalle forze politiche presenti sul territorio. Nessuno osa denunciare metodi e situazioni ai limiti della legalità, o peggio ancora metodi clientelari palesi. Il centro CAPSDA è stato affidato senza gara a persone amiche, gli incarichi vari vengono distribuiti ai soliti amici e ora ai figli di questi. Il criterio è sempre quello, non cambia mai: la fedeltà politica.

Ma la cosa più triste non è il metodo politico sempre uguale, la cosa più triste è la rassegnazione dei giovani, soprattutto dei giovani laureati, bravi, preparati, intelligenti, che invece di conquistare una propria dignità professionale e di costruire insieme con gli altri giovani un proprio futuro libero, accettano di entrare in un ingranaggio che li tritura perdendo stima e mandando all'aria anni di sacrifici e studio. Il dramma della politica a Specchia è proprio questo: i giovani non hanno speranza: o vanno via e mettono liberamente a disposizioni di altre realtà le loro capacità, ricevendo giusti riconoscimenti, o restano, e nella maggior parte dei casi piegano la testa. Chi si ribella è emarginato, cacciato via e additato come nemico.

Ognuno ha il governo che si merita, cari anonimi.

Leggi su "Il Gallo" un caso di "malamministrazione"

Articolo scritto il 04.11.2007 alle 22:58   

emanuele branca ha risposto all'articolo il 13.12.2007 alle 18:01

in merito all'articolo riguardante il lavoro e il clientelismo, ho da dire alcune cose, proprio ai giovani del mio paese che sono presi da una cappa di sconforto e rassegnazione, quando iniziano a confrontarsi col mondo del lavoro e osservano da vicino comportamenti di favore ai limiti della legalità. prima di tutto il problema -bisogna dirlo- si manifesta con piccole variazioni al nord come al sud, nel piccolo paese come nella grande città. Vivendo da sedici anni a Bologna posso testimoniare questa inesorabile trasformazione in peggio del mercato del lavoro. Raccomandazioni, aberrazioni amministrative, regole piegate, curricola che non hanno risposta... finisce che il lavoro che trovi è quello che ti capita -quasi un caso- e il lavoro che ti capita sempre più spesso è un vero e proprio strumento di controllo dell'individuo o un mezzo di scambio clientelare a fini elettorali. E' una cosa gravissima che priva il Paese delle persone migliori e più capaci.D'altra parte non esiste nessun serio incentivo che spinga i più giovani verso la creazione di un'autonoma posizione lavorativa. Certo il laureato in medicina che viene assunto dall'ospedale grazie a una raccomandazione si sentirà ben contento di dare via il didietro e non doverci pensare più, ma qual è il pericolo che costui potrà recarmi se finisco ricoverato nel suo reparto? Purtroppo viviamo in una nazione che dimostra disprezzo per il merito e le capacità dei singoli, ciò accade per i bassi livelli di qualifica professionale come per gli alti (ricerca universitaria, svolgimento di professioni liberali, fino agli impieghi manageriali anche in grandi aziende). Questo significa una cosa: che bisogna insistere e non demorallizzarsi,a Specchia come a Bologna, perchè solo se noi non rinunciamo alla ricerca del giusto ovvero non abdichiamo al principio di legalità della vita democratica, potremo cambiare le cose. Non esistono partiti che ci proteggono, nè mecenati, nè sindacati. Siamo soli, dobbiamo fare da soli e dobbiamo continuare a pensare usando coscienza e etica. Partecipare alle discussioni presenti su questo blog, senza fare i deficienti o i sabotatori come pure sembra sia capitato, può essere un ottimo strumento di resistenza morale e culturale.
infine, per quanto riguarda strettamente il caso di specie della borsa di strudio che nasconde un atipico contratto di lavoro subordinato, in frode alla legge, si tratta dell'ennesimo esempio di come spesso siano proprio le istituzioni Amministrative tra le supreme fonti di illegalità del paese. Non ho idea se la persona che si aggiudicherà il bonus sia meritevole o meno. In realtà non conta: questa dovrebbe rifiutare una soluzione del genere. Poichè se è davvero brava vede svanire le proprie qualità dietro una coltre di sospetti inevitabili, se invece non lo è perde il suo tempo, sarà facilmente ricattabile e contribuirà alla dissoluzione delle casse statali. Per cortesia ricordiamoci che questo è un danno enorme per le nostre comunità (altro che l'aria xenofoba che vuole lo straniero come nemico della legge, che da queste parti inizia a circolare con troppa insistenza...). Ricordiamoci che ogni favoritismo, ogni clientela, costituisce un'aggressione verso i meno protetti, i meno garantiti.L'illegalità scatena guerre fra poveri, mentre i forti rimangono impuniti e se ne fregano se il paese va in malora. Quindi rifiutiamo le raccomandazioni e le vie di comodo, oggi più che mai. Esse nascondono insidie gravi per le nostre libertà e anche se ci sembra di arrivare prima allo scopo, in realtà perdiamo noi stessi e ci facciamo saccheggiare l'anima. Per cosa? per un piatto di lenticche... emanuele branca

DANIELA ha risposto all'articolo il 14.12.2007 alle 14:22

Leggo con enorme piacere l'intervento fatto da Emanuele e
colgo l'occasione attraverso il blog per salutare un vecchio compagno di scuola che da anni non vedo.
Ti confesso che leggere il tuo articolo mi ha messo un pò di tristezza, perchè mi rendo conto che gli anni sono passati per tutti ma i modi di pensare della gente e dei nostri governanti sono rimasti sempre quelli, anzi per certi versi sono peggiorati di molto.
Quando dici:" bisogna insistere e non demorallizzarsi,a Specchia come a Bologna, perchè solo se noi non rinunciamo alla ricerca del giusto ovvero non abdichiamo al principio di legalità della vita democratica, potremo cambiare le cose " in parte sono daccordo perchè ti vorrei ricordare, che a Specchia in passato i giovani hanno cercato di fare qualcosa per dare un taglio ad un sistema arrogante e clientelare e i risultati li conosco io come li conosci tu.
Non è facile cambiare un modo di fare e di essere.
Il problema caro Emanuele sta tutto nel non voler lasciare spazio
alle nuove generazione che tanto vorrebbero e potrebbero dare.
Ti saluto con grande affetto e auguri di buone feste
DANIELA

emanuele branca ha risposto all'articolo il 15.12.2007 alle 21:04

ciao Daniela, anche a me fa troppo piacere leggere la tua risposta. Hai ragione, ci abbiamo provato e siamo rimasti quasi scottati da come è andata a finire. Ma anche tu lo dici, sono passati un bel po' di anni, il mondo in tante cose è cambiato e anche noi siamo persone diverse. Per me significa che possiamo riprendere un filo interrotto con una consapevolezza maggiore. Magari questa volta ce la facciamo...

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