L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
Nuovi commenti
- Rinaldo (ti avevo chiesto se avevi fatto la deejay, perch...)
- Rinaldo (ciao, anna laura, ti volevo chiedere se anni fa f...)
- Anna Laura (Caro Luigi ne vedremo ancora delle belle!!!......)
- Piero (Buon sera Acqua Chiara, buona sera Cambiamo, Conti...)
- luigi (Cara anna laura, Ti mando un pezzo scritto da una...)
- camb (carissimo "acquachiara": chi divide non vince. Biso...)
- cambiamo (Scusami acquachiara, per la mia provocazione, ma...)
- cambiamo (Vi propongo un indovinello semplicissimo: CHI...)
- cambiamo (non conosco Piero ma ritengo, da come parla, che...)
- acqua chiara (Caro Piero non sei a corto d'informazion...)
Oops!
Sembra che tu non abbia il Flash Player... Clicca qui per scaricarlo!
Articoli recenti
- Dimissioni alla "chetichella"
- Sacro e profano: tutto è pubblicità
- 5^ Biciclettata Specchiese
- Il basolato di via Matteotti
- Il voto in Italia e a Specchia
- Un voto per la svolta
- Miseria politica
- 2009: quale governo per Specchia
- L'efficacia dell'informazione
- Andare a votare? Si può fare!
Parliamo di...
Leggi l'intervista
Miseria politica
Stamattina ho fatto un commento sul blog di Di Pietro che voglio conosciate.
«Caro Antonio, Sono un avvocato, e da 20 anni svolgo la mia professione cercando di attuare quei principi di nobiltà che Calamandrei ha saputo trasmetterci.
Il Pubblico Ministero nella dialettica processuale accusa-difesa è una controparte dell'avvocato difensore, ma entrambi sono le due facce di una stessa medaglia, entrambi sono strumento di giustizia ed operatori di giustizia, anzi mi piace definirli operai della giustizia nel senso di coloro che compiono delle opere.
Stamattina leggendo i giornali mi sono sentita offesa ed umiliata come avvocato e soprattutto come operaio di giustizia. Giudici, Avvocati, Pubblici Ministeri sono persone che hanno studiato, hanno fatto tanti sacrifici, lavorano dalla mattina alla sera, spesso anche di notte, molte volte in condizioni disumane, in edifici fatiscenti, insicuri e con organigrammi sempre più ridotti all'osso (e questo grazie a Ministri di Grazia e Giustizia inadeguati sia sotto il profilo morale che delle competenze tecniche, necessarie ed indispensabili per fare il guardasigilli).
Sono persone che lavorano, combattono la delinquenza e difendono le persone offese da reati e dalle illegalità. L'offesa che si fa anche ad uno di questi operatori (il PM) la si fa a tutti. Buttare tra la gente il concetto che i PM devono essere sottoposti a controllo psichiatrico è inconcepibile ed abominevole.
Solo una mente malata e criminale può produrre simili nefandezze. se la gente non comprende questo fatto e lo vota... che Dio ci aiuti!»
____________________________________
Berlusconi conferma l'opinione di Dell'Utri sul mafioso Mangano. E' un eroe!! Falcone e Borsellino ringraziano San Berlusca. guarda il video
__________________________________
prima di votare valutate chi è più serio e chi ci dà maggiori garanzie che non giocherà con la nostra vita e con quella dei nostri figli. Guardate la vergogna di Porta a Porta.__________________________________
Pensate per un attimo che ognuno di voi sia il figlio di gente povera che ha fatto l'operaio in Italia e all'estero per mantenersi agli studi, che ha lavorato di giorno e studiato di notte, che senza raccomandazioni è riuscito a superare il concorso in magistratura, che nel fare il magistrato non si è fatto corrompere dai potenti ed ha avuto il coraggio di smascherare ladri e corruttori.... e poi arriva uno che non si sa come guadagna 140 milioni di Euro all'anno, iscritto alla P2, alleato con la mafia, e Vi calunnia gettandovi in pasto agli ignoranti (e ce ne sono tanti) dicendo che non vi siete mai laureati: ma che colpe ha l'Italia per meritare tutto questo?
video delle bugie ; video di risposta.
Articolo scritto il 09.04.2008 alle 10:05
Giuseppe ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 11:25
Cara Anna Laura non penso ci sia nulla di cui offendersi, e tanto meno non bisogna tacciare la mente di Berlusconi come “una mente malata e criminale”, ma stiamo scherzando? Replicando a questa sua affermazione si rischia solo di dare importanza a quello che ha detto, ci comportiamo da psicolabili, invece occorrerebbe non rispondere. Di Pietro ha la coda di paglia?
Lui da persona furba, e su questo non possiamo discutere, ha saputo rivoltare la frittata, dicendo prima che si sottoporrebbe anche lui a dei test psico-attudinali e poi proprio stamattina ad Uno Mattina ha affermato di non aver attaccato la magistratura e dice di aver proposto i test psico-attitudinali come quelli di molte categorie, come quella dei piloti ai quali noi affidiamo la nostra vita quando prendiamo un aereo. Come dargli torto?
Mafia? no grazie! ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 16:11
Dell'Utri, uno dei più quotati condannati del popolo delle libertà, ha dichiarato che Mangano è un eroe. Andate a vedere chi è Mangano. Un mafioso riconosciuto. Con questa frase Dell'Utri ha rassicurato la mafia che il PDL è con i mafiosi. Veltroni, coraggiosamente, da tutte le piazze d'Italia ha lanciato un appello senza precedenti: I VOTI DELLA MAFIA NON LI VOGLIAMO!!!
pensate che Dell'Utri e il suo amico Berlusconi se andranno al governo faranno leggi contro la mafia?? Votate Berlusconi e Dell'Utri... LA MAFIA VI BACERA' LE MANI. E super uomini (quelli sì) come Falcone e Borsellino (che erano Pubblici Ministeri) cancelliamoli dai libri di storia, dalle piazze e dalle strade, perchè stiamo solo continuando a far esplodere il tritolo.
luigi ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 17:38
Con berlusconi stiamo sprofondando sempre più giù! Non solo siamo ormai ridotti male in tutti gli aspetti principali della nostra vita (economicamente, etica, istruzione, informazione etc.) ma siamo anche coperti di vergogna davanti al mondo intero! Tutti all'estero deplorano l'Italia nel caso vincesse di nuovo questo personaggio e lo vedono per quello che veramente é. E anche noi italiani vediamo anche troppo bene, giorno dopo giorno, tutto quello che ha fatto (misfatti x il paese e solo interessi personali) e quello che fa...non esita davanti a niente, non ha pudore, onestà, decenza...farebbe qualunque cosa pur di mettere di nuovo le mani sul potere per tornare a fare i suoi affari e distruggere definitivamente questo povero paese già a un passo dal baratro.
Mi appello a tutti gli italiani, anche a quelli che lo appoggiano (credo che solo per interessi personali, perchè altri motivi o ideali proprio non li vedo) che pensino bene quando andranno a votare, perchè questo paese non deve essere rappresentato da un vecchio di 72 anni,inaffidabile in quanto prima dice una cosa e poi se la rimangia (dando inoltre la colpa agli altri che l'hanno frainteso,passandoli dunque per scemi),invita all'evasione fiscale,incoraggia la secessione anzichè l'unione e coesione dell'Italia,é affetto dall'odio,arroganza,prepotenza,falsità,demagogia etc.e in ultima,come se non bastasse,incoraggia anche la mafia!!!.E' uno così che deve andare alla guida del paese? Che vergogna!...ma quanto siamo caduti in basso! Prodi e Veltroni invece sono persone serie e si comportano in modo decente,senza offese a nessuno,gaffes internazionali,bugie poi smentite,buffonate...così come deve essere un vero capo di governo civile e come sono quelli degli altri paesi! Ma dove si è ancora visto negli altri paesi un presidente del consiglio così? Questa vergogna deve finire e in Italia deve governare chi pensa alla gente, non ai propri interessi ! Una persona seria,dignitosa e coerente.
Silvio ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 18:21
Caro Uolter, mi chiedi di giurare fedeltà all’unità della Nazione, alla Costituzione repubblicana, alla bandiera Tricolore e all’Inno di Mameli e di esprimere il mio rifiuto di ogni forma di violenza praticata o dichiarata.
Tu lo chiedi a me?
Ma che ti sei fumato?
Stai mettendo in dubbio, in modo vergognoso e subdolo, come tuo solito, la mia fedeltà alla Patria.
Tu? Proprio tu che vieni da 40 anni di militanza in un partito che ha sempre considerato fascista l’amor di Patria.
Un partito che ancora oggi guarda con disgusto e taccia di provincialismo chi osa parlare di Italia, che considera la Nazione solo una serie di linee di confine sulla cartina geografica, che vorrebbe annacquare la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri valori nel calderone indistinto del multiculturalismo e del relativismo.
Tu che consideri la cittadinanza un accidente di nascita e vorresti aprire le nostre frontiere a tutti indistintamente, osi accusare Bossi di tradimento della Nazione?
Non cambiate proprio mai voi sinistri. Sempre quel senso di superiorità morale, quella presunzione e quell’arroganza di chi pretende di essere l’unico legittimato a dare patenti di democrazia.
Ma tu le conosci le basi della democrazia?
Lo sai che io non devo avere legittimazione da te, ma dagli elettori?
Non sei tu a poter decidere se io sono troppo vecchio per governare, né tanto meno se la Lega e l’MPA possano essere degli alleati adeguati. Tu non insulti me, ma insulti i nostri elettori.
Tanto per cambiare, tale e quale al tuo amico D’Alemullah schifato dal suffragio universale, che permette agli elettori non abbastanza radical-chic di votare per me.
I nostri elettori sanno chi siamo, sanno come abbiamo governato, sanno come si è comportata lealmente la Lega in 5 anni al governo.
Sanno che le battaglie di Bossi sono diventate le nostre battaglie, sanno che voi stessi le avete copiate.
Loro, come Lombardo al sud, hanno capito che questo Paese, per ripartire davvero, ha bisogno di un vero federalismo, di una maggiore autonomia e conseguente responsabilizzazione degli spendaccioni enti locali, l’unica via che possa portare alla riduzione della spesa pubblica e alla fine dell’assistenzialismo, che avete inventato voi catto-comunisti del PD.
Voi lo sapete e per questo fingete a chiacchiere di perseguire la stessa strada, quando in realtà continuerete con i metodi di sempre, a maggior ragione perché alleati con la sinistra radicale in ogni ente locale, assolutamente contraria a perdere il controllo della spesa pubblica o a ridurre l’emorragia di sprechi.
Tu non sei nessuno e dimostri solo mala fede agitando oggi lo spauracchio della divisione dell’unità nazionale, quando ormai la Lega ha saputo dimostrare di avere, dietro ad un linguaggio a dir poco colorito, tanta sostanza, concretezza e capacità di governo che tu neppure ti sogni.
Tu continui a criticare l’alleanza con Bossi e Lombardo perché non la capisci e non la capirai mai.
Pensi che abbiano posizioni antitetiche, quando in realtà già nel 2006 si erano presentati uniti alle elezioni proprio perché perseguono gli stessi obiettivi.
Il loro sogno non è la divisione dell’Italia, come pensi o vuoi far credere tu, ma una maggiore autonomia che sappia spezzare le catene del centralismo statalista di cui tu sei il più degno rappresentante.
Quello statalismo di casta che ha portato l’economia italiana a dipendere interamente dalla politica, dal clientelismo che ci sta distruggendo e che è la causa principale del nostro debito pubblico e della crescita zero, in cui il tuo degno presidente catto-comunista ci ha fatto sprofondare di nuovo.
Proprio tu che ti spacci per liberale, non capisci e non puoi capire che quella tra il PdL e i movimenti autonomisti è la naturale alleanza di chi crede davvero nella libertà, di chi liberale lo è da sempre e non finge di esserlo solo da due mesi.
Devi essere proprio ridotto male per usare Bossi per attaccare me. Ti sei vantato tanto di non aver condotto una campagna elettorale all’insegna dell’antiberlusconismo, ma alla fine hai dovuto cedere al solito spauracchio, pur di raccattare qualche voto.
Non potendo demonizzare me, perché altrimenti ti saresti mostrato quell’ipocrita incoerente che sei, né agitare la carta del fascismo, troppo vecchia e stantìa per la finta immagine nuovista che ti sei dato, hai giocato la carta della delegittimazione della Lega, per delegittimare il mio futuro governo.
Pessima mossa, Uolter. Clamoroso autogoal prendersela proprio con Bossi e il partito certo più rustico che abbiamo, ma anche il più genuino e vicino al pensiero della ggggente, che ti vanti di avere dalla tua parte.
Non ti sei solo dimostrato incapace di comprendere le istanze degli elettori leghisti, ma della gran parte degli italiani.
Accusare loro significa accusare tutti gli italiani che, almeno una volta, si sono ritrovati più in sintonia con le posizioni della Lega che con quelle del proprio partito. E fidati che sono molti più di quanto pensi, anche all’interno del PD.
Significa non comprendere le ragioni di chi vuole una maggiore severità contro il crimine, di chi chiede più sicurezza, di chi non vuole che l’Italia sia invasa da delinquenti extracomunitari, di chi vuole meno burocrazia, di chi chiede un minore intervento dello Stato nei propri affari, di chi avversa l’assistenzialismo e vuole solo essere lasciato libero di lavorare.
Insomma, ti sei messo contro non solo tutto il nord, ma hai accusato la gran parte degli italiani di alto tradimento.
Grazie Uolter.
Silvio
38 buoni motivi per votare Pd ha risposto all'articolo il 09.04.2008 alle 21:45
Voto Pd perché credo nel dialogo e nel confronto
Voto Pd perché "non è l'Italia ma la politica che deve rialzarsi"
Voto Pd perché voglio che le leggi non siamo "ad personam"
Voto Pd perché non strappo i programmi degli altri
Voto Pd perché voglio più giovani e più donne in politica
Voto Pd perché "si può fare"
Voto Pd perché il leader del Pdl mi ha dato del "coglione"
Voto Pd perché candida Anna Finocchiaro
Voto Pd perché non candida Ciarrapico
Voto Pd perché il Pd è "rock"
Voto Pd perché non voglio che in Parlamento si brindi a champagne
Voto Pd perché so che uno dei più grandi poeti del '900 era "solo diplomato"
Voto Pd perché il numero del figlio del leader del Pdl non mi interessa
Voto Pd perché candida Luigi Nicolais
Voto Pd perché non ha una portavoce che non sa cos'è la Consob
Voto Pd perché comprerei un'auto usata da Walter Veltroni
Voto Pd perché non comprerei un'auto usata dal leader del Pdl
Voto Pd perché voglio Emilio Fede sul satellite
Voto Pd perché voglio una forza politica che sappia prendersi l'onere di decisioni impopolari
Voto Pd perché credo che un uomo non debba usare tacchi rialzati per sembrare più alto
Voto Pd perché voglio che l'evasione fiscale sia contrastata con serietà
Voto Pd perché non credo nei condoni edilizi
Voto Pd perché non credo nella "finanza creativa"
Voto Pd perché non credo nella reincarnazione di Napoleone
Voto Pd perché voglio una legge sul conflitto d'interessi
Voto Pd perché candida Pier Luigi Bersani
Voto Pd perché preferisco la democrazia alla monarchia e all'anarchia
Voto Pd perché gli uomini non si misurano per i soldi che hanno
Voto Pd perché non voglio imputati che decidono che il reato del quale sono imputati "non è più reato"
Voto Pd perché "il PD non nasce contro qualcuno o contro qualcosa"
Voto Pd perché se mi chiamassi Piero non chiamerei mio figlio Gianpiero
Voto Pd perché "yes we can"
Voto Pd perché preferisco De Gregori ad Apicella
Voto Pd perché il figlio di un operaio può diventare il miglior avvocato del mondo
Voto Pd perché "chi ha detto che un avvocato sia meglio di un operaio"
Voto Pd perché non vorrei che il 13 aprile sia istituita la "festa della liberazione dalla sinistra"
Voto Pd perché la "bandana" la usavo quando avevo 12 anni
Voto Pd perché voglio leggi, non "porcellum"
Voto Pd perchè su PartitoDemocratico.it non ci sono foto di Veltroni vecchie di vent'anni
Lucia ha risposto all'articolo il 10.04.2008 alle 10:38
In questi giorni preelettorali in cui la commedia politica ha ormai disgustato un Paese intero, con prese di posizione su questo e quello, lettere e sparate varie, mentre ci si straccia le vesti sulla legge 194 trasformata in feticcio che nessuno deve osare toccare ad alcun costo e gente “pro life” si prende le uova in piazza, c’è una piccola grande storia d’amore per la vita che dovrebbe invitare tutti a riflettere. Perché mai come in questi mesi abbiamo visto un assalto alla dignità ed alla sacralità dei piccoli e dei deboli, senza che qualcuno – salvo il Papa - abbia preso con forza posizione per loro.
Vogliamo allora portare un fiore a “Mamma Coraggio”, Paola Breda. Una donna di Pieve di Soligo (Tv) morta a 38 anni lunedì scorso per un tumore al seno, scoperto al sesto mese di gravidanza, che non aveva voluto curare per salvaguardare la salute del bimbo che aspettava. Lascia altri due figli e un marito, più una lezione di amore per tutti noi. Come Santa Gianna Beretta Molla, canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2004: anche lei, incinta dell’ultimo figlio, non volle curare il tumore all’utero di cui soffriva pur di salvare la vita della figlia, Gianna Emanuela.
Raccontare questo, ricordarlo qui non è fare un’agiografia di queste due madri. Il punto è che il messaggio resta uguale e viene da entrambe: c’è un’Italia, là fuori, che nonostante sondaggi e delicate analisi continua a lavorare duro, amare e difendere la vita. Anche a costo della propria. Un’Italia che non scade nel piagnone “tengo famiglia” ma nella dignità della vita di tutti i giorni che sa farsi eroismo, dai sacrifici per arrivare a fine mese fino alle morti bianche e quella di Paola. È l’Italia di mamme, papà, famiglie e dei bambini che umilmente, ogni giorno, permette a tutti l’esistenza di questa società, gente umile e coraggiosa oltre ogni limite.
È segno che non tutto è perduto, in questo Paese annoiato. E nel dolore di una famiglia, queste poche righe valgano una carezza, se possibile.
questo articolo, a me, ha fatto molto riflettere ed ho voluto, di proposito, metterlo a disposizione di tutti i lettori sensibili, di questo blog!
antonietta ha risposto all'articolo il 10.04.2008 alle 21:10
Ho letto con molto interesse il commento di Silvio e devo dire che.......è prorio vero!!!!! " Chi non è con me è contro di me".
Viva la democrazia!!!!!!
Siamo seri! ha risposto all'articolo il 11.04.2008 alle 08:14
Non vogliamo mafiosi al governo, nè pregiudicati o condannati, Non vogliamo armature medievali nè guerrafondai, non vogliamo istrioni nè individui che dicono di essere santi.
Vogliamo persone serie, oneste, rispettose dello Stato e delle Istituzioni, rispettose delle vere santità, ma soprattutto rispettose della gente.
Noi tutti saremo quello che voteremo.
E Rutelli? ha risposto all'articolo il 11.04.2008 alle 11:41
La norma sbandierata dal PD era quella di non candidare chi avesse carichi pendenti. Evidentemente per il candidato sindaco di Roma Franceco Rutelli (candidato anche alla Camera in Umbria) è stata fatta un'eccezione. Infatti il vicepresidente del Consiglio, risulta condannato per aver utilizzato piu' di un miliardo delle vecchie lire per conferire incarichi a persone che non avevano i titoli richiesti, sentenza confermata in Cassazione nel gennaio 2006 con sentenza n° 1379. Sul banco degli imputati un serie di consulenza e incarichi che Rutelli avrebbe dato senza tener conto delle effettive perizie delle persone chiamate a dare il loro contributo all'amministrazione della citta' (mala gestione).
Paolo ha risposto all'articolo il 11.04.2008 alle 13:40
Ma perchè scrivete le cose senza sapere di cosa state parlando. Il PD ha dichiarato che non candidava condannati con sentenze penali definitive. Quella di Rutelli è una condanna civile, che nulla ha a che fare con reati e delitti, di cui sono macchiati molti candidati del PDL. ferma restando che la condanna di Rutelli al rimborso di denaro pubblico è giusta, e chiunque sbaglia deve pagare. Rutelli pagherà, grazie ad una magistratura attenta e non faziosa. Chissà se molti altri pagheranno.
Comunque informatevi bene prima di sbandierare calunnie sulle persone.
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 11.04.2008 alle 16:03
A proposito di quanto scritto da Lucia, occorre constatare che suscita ammirazione il coraggio di chi sacrifica la propria vita per tutelare quella di altri; è la peculiarità dell’eroe. Brecht dice che è “beata quella terra che non ha bisogno di eroi”; lui preferisce i furbi. Ma quando quell’eroe c’è, lo ammiriamo; forse perché misuriamo la distanza abissale che ci separa da lui. L’altruismo generico e l’amore per l’umanità rimandano spesso ad una umanità lontana, che non interferisce con il nostro campo di azione, per la quale sono sufficienti i buoni propositi per tacitare la coscienza. L’essere umano che è vicino invece, quello che richiederebbe il nostro intervento concreto, diventa motivo di fastidio e come tale viene ignorato o soppresso. Ci si nasconde, poi, dietro il caso pietoso di qualche disabile per giustificare l’utilizzo dell’aborto come strumento per il controllo delle nascite.
Milioni di donne (a giudicare dal numero degli aborti) hanno preferito sopprimere la vita nascente piuttosto che garantirla. Eppure la legge consente di non riconoscere il figlio dopo il parto. Una scelta che viene tuttavia rifiutata; evidentemente ci si sente con la coscienza più tranquilla quando quel figlio viene soppresso. Si decide di togliere un embrione umano quasi allo stesso modo in cui si toglierebbe una cisti sebacea o un neo dalla pelle. Il tutto viene presentato come l’esercizio di un diritto, esercitato ovviamente senza che la “controparte” abbia la possibilità di far valere il proprio.
Il punto è proprio questo; la democrazia è la legge dei numeri e chi non ha i numeri per farsi valere deve sottostare alle decisioni degli altri. E l’embrione non ha i numeri, non elegge propri rappresentanti al parlamento, non organizza manifestazioni di piazza, non si iscrive ai sindacati, non suscita l’interesse dei comitati di affari, non porta pacchetti di preferenze elettorali, è esposto ai dettami delle ideologie alla moda, totalmente indifeso contro chi, invece, è determinato a “difendere” solo le proprie convenienze, a volte le più meschine.
Allora a quell’embrione è come se si dicesse, come recita una canzone degli anni ’70, “chi ha giocato col tuo seme si è stufato. Non è il caso, ha detto, di metterti al mondo. Il partito ha detto no! Mi spiace tanto”.
La chiesa giustamente propone ad esempio, portandola agli onori degli altari, Gianna Beretta Molla, una delle tante donne che, con il sacrificio di sé stesse, hanno già conquistato il loro posto in quell’angolo di cielo riservato a santi, martiri ed eroi. La figlia di questa donna, Gianna Emanuela, non perde occasione per esprimere gratitudine alla propria madre.
Non è certo con la nascita di un partito “ad hoc“ che si può affrontare il problema – se passasse questa logica il numero dei partiti, già elevato, crescerebbe in modo esponenziale. Se tuttavia, a prescindere dalla scelte elettorali che andrete a compiere di qui a poco, deciderete di impegnarvi per la difesa dei diritti del concepito, in futuro milioni di esseri umani, allo stesso modo di Gianna Emanuela, saranno grati anche a voi.
Marco Boccardi ha risposto all'articolo il 11.04.2008 alle 17:15
Voto PD perché vedo nelle idee di Walter Veltroni un nuovo modo di fare politica. Tornano ad emergere i valori che fin adesso sono rimasti schiacciati dal mondo dell’apparenza. Si torna a parlare, non soltanto di questioni pratiche, ma di una morale da trasmettere anche a chi, come i più giovani, non hanno avuto, come me, i valori di una realtà politica ormai scomparsa. C’è bisogno di trovare qualcosa in cui credere e Veltroni ci sta offrendo questa possibilità. Lo fa parlando di
fatti concreti e non riempiendoci di slogan. Lo fa parlando di una politica più vicina a chi è in difficoltà, a chi lavora, a tutte quelle persone che non possono emergere per i loro conti in banca, ma che non per questo ne sono meno meritevoli.
Marco Boccardi
Operaio della Richard Ginori Sesto Fiorentino
Anna Laura Remigi ha risposto all'articolo il 12.04.2008 alle 13:43
Vi rimetto di seguito un articolo comparso oggi sul sito del corriere della sera: http://www.corriere.it/politica/08_aprile_12/voto_scambio_utri_5e0f8c4a-085c-11dd-883b-00144f486ba6.shtml
Voto di scambio all'estero
Dell'Utri nelle intercettazioni
Indagine su 50 mila schede, coinvolti uomini della 'ndrangheta
Le intercettazioni: «Si tapperanno gli occhi quando barreremo le schede bianche con il simbolo Pdl»
REGGIO CALABRIA — Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.
Nel dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila, sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli, reggente del casato, figlio di Pino, detto «Facciazza », in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».
L'inchiesta della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore Pellegrino, «l'uomo mitra», assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro, un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca, passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli, in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.
Carlo Macrì
12 aprile 2008
Alessandra ha risposto all'articolo il 12.04.2008 alle 14:37
Ammiro Veltroni perchè ha avuto il coraggio di schierarsi publicamente contro la mafia: dimostra di non avere paura,e di voler davvero aituare il paese;non posso dire la stessa cosa di Berlusconi , poichè ha scelto di allearsi con i massimi esponenti mafiosi (Dell'Utri)e razzisti (cioè Bossi) per cercare di vincere queste elezioni in modo LOSCO,anche perchè in maniera pulita non sa proprio lavorare.
IL MIO VOTO AL PD.


Scrivi un commento
L'asterisco indica un campo obbligatorio