Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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Un'estate carica di "ombrelli di Altan"

Ombrelli di AltanMentre in tutti i comuni del Salento impazza l'estate a colpi di spettacoli ed intrattenimenti vari, quasi a voler partecipare ad una sorta di competizione estiva che ha una sola parola d'ordine: DIVERTIRE (dal latino DIVERTERE: volgere altrove, in direzone opposta, deviare..), appunto deviare l'attenzione da altro e spesso dalle cose particolarmente importanti, i governi nazionali e locali continuano a governare, e scelgono proprio questo periodo di pubblico oblio, in cui la gente in vacanza spesso non vuole informarsi e pare che tutto perdoni e lasci fare, è proprio in questo periodo di calo di allarme sociale e politico che i nostri governanti ed amministratori ci rifilano le peggiori decisioni: penso al lodo Schifani che è una vera porcata incostituzionale che permette a quattro cittadini italiani di poter fare qualsiasi reato senza essere processati rimanendo al loro posto di governanti.

Due giorni fa il premier israeliano Ehud Olmert, indagato per corruzione nel suo paese, ha annunciato che si sarebbe dimesso tra due mesi dopo l'insediamento del suo successore. Olmert non ha attaccato i giudici, nè tanto meno si è fatta approvare dai suoi deputati e ministri una legge che gli concedesse l'impunità.... egli ha scelto di sottoporsi, come ogni cittadino, al giudizio della magistratura dichiarando testualmente «fiero di essere il Primo ministro di un Paese che mette sotto inchiesta il suo capo del Governo».

Altre leggi vergogna si stanno approvando: come quella sui precari e sulle pensioni sociali, per non parlare delle numerose proposte che hanno il fetido odore della discriminazione razziale e della violazione dei diritti umani. A fine estate arriveremo, con la legge sulle intercettazioni, a mettere il bavaglio a quei pochi giornalisti che ancora ci raccontano la verità. Colpire la libera informazione e il potere giudiziario (unico organo di garanzia della democrazia e della libertà) è il primo passo verso un futuro autoritario e fascista.

Ma non volevo solo parlare di questo, visto che la rete è piena di libera e giusta informazione, a differenza della televisione e della gran parte delle maggiori testate giornalistiche sottomessi al potere politico; (leggete l'articolo di Travaglio)

volevo parlare anche delle clamorose dimissioni, stavolta conosciute e formalizzate, che l'Assessore Pappadà ha consegnato nelle mani del Sindaco di Specchia. Dimissioni dalla carica di assessore con relativa fuoriuscita dal gruppo di maggioranza. Almeno questa è stata la dichiarazione che Pappadà ha rilasciato alla gazzetta del mezzogiorno. Dimissioni che sono sate motivate dal fatto che l'amministrazione di Lia sia avvenuta all'insegna della dissennatezza finanziaria... ma va!!!.... sono anni che lo gridiamo (plurale maiestatis!), anni in cui tutti gli assessori, compreso Pappadà, hanno sempre difeso l'amministrazione. Eppure sono quasi dieci anni che Pappadà fa l'amministratore, e negli ultimi quattro l'assessore. Che cosa è successo?? una folgorazione sulla via di Damasco? perchè io non capisco: o Pappadà in questi dieci anni non si è mai accorto di nulla (e ciò non depone bene per una persona che per il mestiere che fa dovrebbe essere qualificato a vedere "la dissennatezza finanziaria"), oppure ha accettato il modo di amministrare divenendo responsabile egli stesso, insieme con tutti gli amministratori, delle scelte irresponsabili che molto spesso si sono fatte, alcune delle quali denunciate su questo blog.

Pappadà dovrebbe spiegare tutto questo ai suoi elettori, così come dovrebbe spiegare il motivo per cui è da mesi che non presenzia alle Giunte e ai Consigli Comunali pur continuando, in questo periodo, a percepire lo stipendio da assessore (parole del Sindaco nell'ultimo C.C.). A meno che non abbia intrapreso un percorso di catarsi per le prossime elezioni, pensando che se salta adesso dalla nave che affonda in un anno può crearsi una nuova identità!!

cari miei l'estate è anche questo? Buone vacanze ... a chi se le può permettere, naturalmente!!!!

Articolo scritto il 01.08.2008 alle 18:38   

colpa loro ha risposto all'articolo il 02.08.2008 alle 17:59

Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola.
(cechov)

Pappadà chi? ha risposto all'articolo il 03.08.2008 alle 19:04

Pappadà??? Pappadà chi???? AAAHHH!!! quello che fece pulire alcune strade di campagna dai rifuti ingombranti per poi regalarci una rubrica telefonica con la foto della pulitura? Quello che gli piaceva la Petra e se ne vantava? quello che dopo la condanna di Lia tornò all'ovile per leccare le ferite al capo? aaahhh! ......e questo mo che vuole?

Marco Travaglio da l'Unità del 5 agosto ha risposto all'articolo il 05.08.2008 alle 11:50

L’altra sera, in quella parodia di telegiornale che si fa chiamare Tg1, il ridanciano Attilio Romita annunciava giulivo come quarta notizia del giorno che “prende sempre più piede la moda dell’aperitivo in spiaggia… e allora cin-cin in riva al mare!”. In compenso, a una settimana di distanza, si attende ancora un servizio che metta a confronto Italia e Israele in relazione a una straordinaria coincidenza (entrambe le democrazie hanno il premier sott’accusa per corruzione) e a un’altrettanto straordinaria differenza: in Israele salta il premier sotto processo, in Italia saltano i processi al premier. Per legge.

Ora, visto che i servi sparsi per giornali e tg hanno raccontato per un mese che il Lodo Alfano “esiste in tutte le democrazie del mondo”, il giornalismo anglosassone di cui Johhny Raiotta è maestro (come si può notare dalla camicia bianca) imporrebbe una qualche rettifica. Del tipo: “Gentili telespettatori, vi è stato raccontato che, nelle altre democrazie, il premier è coperto da immunità: bene, siamo lieti di informarvi che non è vero, l’immunità ce l’ha solo il nostro”. Lo stesso potrebbero fare i giornali, come il Corriere, popolato di fans sfegatati di Israele nonché denunciatori indefessi della presunta “anomalia” costituita dai processi a Berlusconi. Invece niente, silenzio di tomba. E dire che, tra il caso Olmert e il caso Al Tappone, c’è un abisso. Il primo avrebbe mille ragioni in più del secondo per restare al suo posto. Olmert non è stato ancora formalmente incriminato, Al Tappone è imputato in seguito a due rinvii a giudizio e a una terza richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato a Olmert è infinitamente meno grave di quelli contestati ad Al Tappone: nessuna corruzione di testimoni o di dirigenti televisivi, nessuna compravendita di senatori, nessuna frode fiscale, ma una modesta vicenda di finanziamenti elettorali non dichiarati (la miseria di 150 mila dollari ricevuti, secondo l’accusa, dal magnate americano Morris Talsunky). L’indagine a suo carico è nata dopo la sua ascesa alla guida del governo, non prima. I fatti contestati riguardano la sua attività politica, non i suoi affari privati (Olmert non ne ha). Israele, poi, è un paese in guerra da quand’è nato e nei prossimi mesi potrebbe giungere finalmente alla pace con i palestinesi.

Insomma, almeno per i canoni italioti, non sarebbe stato affatto scandaloso se Olmert si fosse presentato in tv per annunciare che sarebbe rimasto al suo posto per non lasciare senza guida il suo Paese in un momento così delicato. Invece il pensiero non l’ha neppure sfiorato. Con un discorso pieno di dignità e di senso dello Stato, che andrebbe affisso su tutte le pareti del Parlamento e del governo italiano e studiato a memoria dai nostri sedicenti rappresentanti, il premier israeliano ha detto quanto segue: “Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque. Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura”.

Parole nobili che, dunque, non sono piaciute al Foglio di Giuliano Ferrara. Ammiratore fanatico di Israele, stavolta il Platinette Barbuto commenta incredulo: “La stampa israeliana è terribile, quando ha un pezzo di carne tra i denti è difficile che lo molli. Neppure se si chiama Olmert. Maariv e Yedioth Ahronot hanno pubblicato le deposizioni del premier, parola per parola… Verbali devastanti per Olmert… Dalla procura spiegano che le prove acquisite vanno ben oltre la testimonianza di Talansky... Olmert dovrà testimoniare per la quarta volta”.

Capite la gravità della situazione? La stampa israeliana fa il suo dovere e pubblica i verbali senza che nessuno chieda una legge per silenziarla. La procura spiega le prove senza che nessuno chieda l’arresto o il trasferimento dei pm. Il premier viene convocato per quattro volte dai magistrati senza che nessuno strilli all’”uso politico della giustizia”, anzi Olmert si presenta ogni volta dinanzi ai suoi accusatori anziché rispondere che ha di meglio da fare. Il capo dello Stato, anziché tuonare contro la “giustizia spettacolo” o salmodiare su presunti “scontri fra politica e magistratura”, se ne sta zitto e buono. E, udite udite, sia le opposizioni sia i vertici del partito Kadima premevano da tempo perché Olmert si dimettesse. Roba da matti. In Israele gli oppositori si oppongono senza che nessuno si sogni di accusarli di giustizialismo, dipietrismo o anti-olmertismo. Anche perché Israele non conosce fenomeni come Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Battista, Romano, Franco & Franchi, Polito El Drito e gli altri trombettieri del Lodo. Che infatti, alla notizia delle dimissioni di Olmert, si son subito messi in ferie.

MICHELE ATTORE E REGISTA ha risposto all'articolo il 06.08.2008 alle 09:29

In psicanalisi tutto si può spiegare, basta entrare in sintonia con il paziente, ottenere la sua fiducia, ed ascoltare. Un esempio: ci sono uomini che amano guidare auto potenti e vistote. Questa è chiaramente una proiezione fallica. Ci sono uomini che sono attratti dai grossi seni femminili. Questi non sono riusciti a scaccarsi completamente dal cordone ombelicale della madre. Questi sono disturbi della psiche innoqui e facili da gestire per un medico. Ne esistono poi altri ai quali la psicologia ancora oggi non riesce a dare risposte. Per esempio il PURPO metallico posto all'ingresso del paese cosa vuole significare? Quale incoscia mania nasconde? Il PURPO lo avevano studiato alla pignata, ma mai sulla ruotatoria. Invito tutti ad osservare i tantacoli, forse si trova li spiegazione.

Gabriele ha risposto all'articolo il 07.08.2008 alle 08:04

DI passaggio per Morciano, ho notato che anche lì hanno montato un PURPO metallico identico al nostro in corrispondenza della nuova rotatoria.

rita ha risposto all'articolo il 07.08.2008 alle 09:28

ma quanto costa quel purpo al kilo? e se per esempio dovesse essere gratis, perchè?
speriamo che quanto prima il nostro diventi un paese NORMALE.

Piero ha risposto all'articolo il 10.08.2008 alle 19:04

La cosa che più mi fa inorridire è sentire la gente, che di fronte a reati commessi dai rappresentanti più alti del nostro Paese si soddisfa masochisticamente dicendo: i nostri problemi non sono i reati commessi dalla casta politica ma la difficoltà di arrivare con i ns. stipendi alla fine del mese; la mancanza di sicurezza; l'occupazione, non solo,giovanile ecc.. Come fa la stessa gente a non capire che tutti i suoi problemi derivano proprio dalle circostanze che si vengono a creare a causa dei misfatti di coloro che sono stati eletti al parlamento o al senato della repubblica, senza darci la possiblità di sceglierceli?
Come mai la gente non si accorge che i 3000 soldati di oggi e i possibili 30'000 di domani che perlustrano le strade delle grandi città italiane non sono altro che il preludio della eliminazione della democrazia?

emanuele ha risposto all'articolo il 11.08.2008 alle 11:48

purpi meccanici che nelle torride notti estive prendono vita e visitano i tuoi incubi. leggi totalitariste votate dal parlamento, avallate dal capo dello stato, vengono a visitare le tue veglie, tra un tuffo e una pausa caffè. sindaci che hanno fracassato le scatole e non si sa più dove mettere, nè loro nè i loro tardodimissionari gregari. incubi e realtà. realtà da incubo. maledetti mostri... spero solo che il purpo meccanico sia venuto sulla terra non per distruggerci nel sonno ma per vendicarci. e allora perchè no? hasta siempre lu purpu!!!

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