L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Sacro e profano: tutto è pubblicità
Spiritoso ma tristemente realistico l'intervento di "l'affittacamere" che riporto integralmente e che, insieme con quello di Cristiana, fanno riferimento ad un manifesto apparso sui muri del paese a firma del Sindaco:
"Cara Cristina, secondo me non hai letto bene il manifesto. In realtà quel manifesto è l'espressione più alta dell'arte comunicativa del Sindaco. Anticipa un'intenzione, quella di spendere i nostri soldi per promuovere la bellezza del nostro paese. Pubblicità insomma. Affitti. Mi spiego meglio: se tu produci reggiseni, prendi i soldi pubblici e organizzi il FESTIVAL DELLE TETTE. In questo modo le tette avranno ottime possibilità di essere guardate e apprezzate a costo zero. Qualcuno guardando le tette potrebbe poi acquistare i tuoi reggiseni. E' chiaro? Per quanto riguarda la Chiesa: ogni buon cristiano aiuta la Chiesa. Poi c'è sempre un Cristiano che fa qualcosa in più. In questo caso un manifesto, sempre fatto con i nostri soldi, ma aiuta la Chiesa, quindi tutto regolare. Io vendo banane. Peccato che non potrò mai fare il Sindaco. Avrei già in mente il Festival da organizzare. Sarebbe un successone. Ciao Cristina."In effetti per la prima volta il Sindaco chiede ai cittadini un contributo per i lavori della Chiesa Madre. Richiesta legittima che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio invece di contrastarne i lavori.
Tutti voi ed io non possiamo dimenticare che il Sindaco fece un'ordinanza di sospensione dei lavori della chiesa, gravemente illegittima, perchè lui e la giunta dovevano valutare il colore delle pareti, perchè voleva omologarle al suo castello (leggi articolo dell'epoca).
01.05.2008 alle 10:38 Continua a leggere Commenti (4)
Il basolato di via Matteotti
Riporto di seguito un mio articolo pubblicato su "Il Gallo":
Domenica, 20 Aprile 2008 - 18:00
«I lavori di pavimentazione delle strade intorno al centro storico fanno nuovamente discutere. Stavolta è via Matteotti ad essere oggetto di critiche e preoccupazioni da parte della gente e da parte degli abitanti. Anche su via Matteotti l’asfalto sta lasciando il posto al basolato, costituito da larghi mattoni marmorei il cui bianco uniforme quasi acceca nelle giornate assolate; e man mano che i lavori vanno avanti si delinea il progetto voluto dall’Amministrazione Comunale. Quella che era una larga strada con marciapiedi e numerosi posti auto, si sta trasformando in una carreggiata molto stretta in cui a stento ci passa un’automobile e sulla quale mancano i parcheggi. Al posto dei parcheggi si stanno costruendo dei marciapiedi larghissimi che invadono l’attuale sede stradale. Dove andranno a parcheggiare i numerosi abitanti di via Matteotti? O coloro che vorranno recarsi nel centro storico? O chi vorrà fermarsi nelle oramai sparute attività commerciali? Può la ricerca spasmodica di un “bello” tutto soggettivo compromettere la vitalità di un intero paese e cozzare con le esigenze della vita quotidiana di tante famiglie? A Specchia oramai si assiste ad una specie di rassegnazione della gente ad accettare qualsiasi cosa venga fatta sol perchè viene fatta. La gente ha paura di formulare un’opinione e nessuno si permette di dire se ciò che viene fatto è bello o brutto, funzionale o inutile… Personalmente ritengo che i lavori di pavimentazione del centro storico, che si pongono nella scia di una moda diffusa nei Comuni, conferisce indubbiamente un aspetto più piacevole al centro cittadino rispetto al cupo asfalto di bitume, ma se questi impediscono la circolazione delle persone e lo sviluppo dell’attività economica, rischiano di far diventare il centro storico un luogo fantasma, forse belloccio, ma sicuramente isolato e desolato, in cui ogni tanto si vede passeggiare qualcuno che con la macchinetta fotografica immortala cornici, nude pareti di tufi ed ineffabili sculture in pietra e bronzo. Intanto resta il problema dei parcheggi e delle poche attività economiche che vedono ogni giorno diminuire i propri clienti, per non parlare dei grossi disagi dei cantieri aperti ormai da troppo. Anna Laura Remigi»
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il 25 Aprile a Tricase andrò a firmare per il Referendum indetto da Beppe Grillo sulla libera informazione. clicca qui guarda il video
21.04.2008 alle 12:57 Commenti (18)
Collocazione provvisoria di un Crocifisso
Per fare a tutti voi gli auguri di BUONA PASQUA ho cercato tra gli scritti di Don Tonino Bello; che più di tanti altri ha saputo spiegare il significato della Resurrezione di Cristo. Io che ho avuto la grande fortuna di conoscerlo perchè mio insegnante di Liceo, vi posso assicurare che pochi uomini nella storia sono riusciti a squarciare le coscienze e ad instillare la speranza come questo grande Servo di Dio.
AUGURI A TUTTI!
Collocazione provvisoria di un crocifisso - Dalle lettere di Mons. Tonino Bello
«Nel duomo vecchio di Molfetta (Bari) c'e' un grande crocifisso di terracotta. L'ha donato qualche anno fa uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l'ha addossato alla parete della sacrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta "collocazione provvisoria".
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell'opera, mi e' parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di li, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore, per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di cristo.
22.03.2008 alle 15:48 Continua a leggere Commenti (1)

