Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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8 Marzo: parliamone

Volentieri pubblico questa riflessione di Giorgio Biasco sulla ricorrenza dell'8 marzo.

Ingrid Betancourt«Non mi interessa (e credo non interessi a nessuna donna) l’aspetto "consumistico" dell’8 marzo, mentre è fondamentale riflettere sulla condizione femminile nel mondo: di questo le manifestazioni di questa giornata dovrebbero essere piene, di pensieri, di prese di coscienza, di riflessioni. Mi piaceva l’idea di rendere omaggio a tutte le donne della Storia che hanno contribuito a sviluppare il concetto di umanità, di diritto (nel senso di facoltà di mettere in atto la propria volontà), di libertà, di bellezza, di cultura, e perciò ho scritto a questo blog, frequentato da numerose donne.

Penso a Tina Anselmi, staffetta nella Resistenza, al Presidente Nilde Iotti, ad Aung San Suu Kyi e al suo coraggio, a Madre Teresa di Calcutta e al suo impegno per i poveri, alla povera Anna Frank vittima dell’abominio, a Ilaria Alpi e alla sua arguzia, a Mafalda di Savoia e all’amore per i suoi figli, a Benazir Bhutto e alle sue idee di libertà, a Graziella Campagna e Francesca Morvillo, assassinate dalla mafia, ma anche a Beatrice Portinari che ispirò il capolavoro dantesco, a Giovanna d’Arco oppressa dall’ignoranza, a Margherita Hack e al suo genio, a Silvia Baraldini, ad Ayse Nur Zarakolu e alla sua libertà intellettuale, a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia e alla sua intraprendenza (prima donna laureata al mondo, proprio qui a Padova, il 25 giugno 1678)... l’elenco, ovviamente, sarebbe infinito!

Il mio pensiero non può fare a meno di correre dall’altra parte del mondo, in Colombia, dove dal 23 febbraio 2002 Ingrid Betancourt è tenuta in ostaggio dalle FARC: mi auguro che la notizia della sua liberazione arrivi prestissimo.

In questa giornata, secondo me, gli auguri servono a poco (e significano meno)... piuttosto... coraggio donne di tutto il mondo, grandi fatiche vi aspettano... ciononostante, grandi soddisfazioni saprete regalare alla Storia e, prima di tutto, a voi stesse!»

Giorgio Biasco

Articolo scritto il 08.03.2008 alle 08:12   

Anna Laura Remigi ha risposto all'articolo il 08.03.2008 alle 09:06

Sono daccordo con ciò che ha scritto Giorgio. Ho voluto inserire in questo post di oggi la foto di Ingrid Betancourt perchè stamattina quando mio figlio si è avvicinato e mi ha dato un bacio dicendomi "auguri mamma" non so perchè ma il mio pensiero è rimbalzato con immediatezza a questa donna dall'aspetto fragile ma che porta dentro di sè la forza dell'umanità intera che si ribella alle oppressioni e lotta per la libertà. Vogliamo tutti ascoltare al più presto la notizia della sua liberazione, perchè vogliamo avere ancora la speranza di un mondo più giusto, specie per le donne.
Ma non posso non pensare alla politica scellerata di qualche facinoroso benpensante che caldeggia una cultura retrograda riportando la donna ad essere considerata come un oggetto di cui si devono determinare le scelte e che deve essere condannata per le scelte che fa del suo corpo. Mi riferisco ai puritani, sedicenti cattolici, che vogliono sotterrare una grande conquista delle donne e cioè la legge 194, e vogliono additare le donne che praticano l'aborto come delle assassine. Questa giornata deve far riflettere sulla libertà, duramente conquistata da milioni di donne, di disporre del proprio corpo e della propria vita, e semai vanno incrementate le politiche sociali e di aiuto psicologico a far determinare le donne a non abortire, o aiutarle a far crescere serenamente i propri figli. Solo così si sceglie per la vita. Le crociate contro le donne appartengono al medioevo, e magari persone come Ferrara vorranno ripristinare anche il rogo, o fare le moratorie per far tornare la Santa Inquisizione. Certo che questo personaggio ne deve avere problemi con le donne.... basta guardarlo!!!! e non solo lui!!!

Anna ha risposto all'articolo il 11.03.2008 alle 09:37

Salve, leggendo gli ultimi post sull'8 marzo, mi ha colpito l'affermazione di Anna Laura quando parla di Ferrara, ebbene sono d'accordo con lei e vorrei aggiungere che a mio parere il caro Ferrara in questo momento non crede nemmeno lui a ciò che dice, il fatto è che in questo momento ha solo bisogno di far riecheggiare il suo nome sui media, essendo in campagna elettorale, perchè ben sa che questo è ancora oggi un argomento che tocca tanta gente. Vorrei farvi leggere la lettera che ha scritto una ragazza di 18 anni indirizzata al direttore de Il Foglio in cui DIFENDE il diritto della madre di decidere il futuro della vita che porta dentro di se.

Io sono il feto malato….
Mi chiamo Anita, ho 18 anni e sono un ex feto malato… ora sono una ragazza “malata”, ho una malattia neuromuscolare, in inglese SMA, molto simile alla sclerosi laterale amiotrofica, solo che la Sma colpisce i bambini. Si divide in tre forme: la prima, ossia la più grave, impedisce quasi ogni movimento e si manifesta nei primi mesi di vita del bambino e colpisce anche l’apparato respiratorio e spesso provoca la morte entro i primi anni di vita, la seconda (della quale sono affetta io) si manifesta entro l’anno di vita e impedisce di camminare e porta alla scoliosi e anch’essa colpisce l’apparato respiratorio e porta all’utilizzo di un respiratore durante la notte e fin dai primi anni di vita all’utilizzo di una carrozzina elettrica, la terza è la meno grave ma porta comunque negli anni all’utilizzo della carrozzina. È una malattia genetica rara e quindi non rientra nelle patologie che vengono sottoposte al controllo prima della nascita, a meno che non ci siano casi in famiglia. Suppongo che la domanda sorga spontanea… sono contenta di essere nata? Ovviamente sì, sono fiera di ciò che sono, amo la mia vita con tutte le sue difficoltà, vivo una vita piena, molto più piena di quanto si possa immaginare, ho una famiglia stupenda che mi ha voluta, che quando ha saputo delle mia malattia ha avuto un primo momento di sconforto poi si è rimboccata le maniche e mi ha cresciuto normalmente come tutti gli altri bambini… Ora mi crescono come una ragazza “normale” (esiste la normalità?).
Nella mia vita sono passata da tante situazioni, dai reparti di neurologia pediatrica alle rianimazioni… ai convegni sulla mia malattia, che sono dei raduni carichi di speranza, di dolore, di gioia di vivere… Ho visto genitori straziati dal dolore di aver perso un figlio, tanto velocemente e con tante sofferenze… Ho visto bimbi di due anni su una carrozzina attaccati ad un respiratore impossibilitati a muoversi dalla testa ai piedi, eppure carichi di vita, ne ho visti altri con lo sguardo stanco… Chi si batte tanto a parlare di vita, di diritto alla vita, temo che ne sappia ben poco del vero valore di questa parola, forse parliamo tanto di diritto alla vita di questi tempi perché ci sembra di vivere passivamente e allora ci battiamo più che per il diritto di vita degli altri per riaccendere la nostra volontà di vivere.
Qualcuno potrebbe dirmi “se tua madre avesse saputo della tua malattia tu non saresti nata”, sì è vero, mia madre avrebbe avuto il difficilissimo e dolorosissimo compito di scegliere se perdere un figlio o metterlo al mondo anche se malato.
Bene, mia madre dopo aver avuto me ha provato a darmi un fratellino e ha fatto tutti gli esami ed è risultato che anch’esso era malato… potete immaginare la tragedia interna di mia madre… abortire e perdere un figlio e in un certo senso rinnegarmi o mettere al mondo un bimbo malato (senza sapere quale forma di malattia potesse avere)…. bene mia madre da donna, da madre, ha preso la decisione più giusta… ossia abortire. È forse stata un mostro? un’assassina? o forse è stata coraggiosa, saggia, e ha evitato di mettere al mondo un bimbo destinato a soffrire… Ognuno la può interpretare come vuole… ma è proprio questo il punto, la libertà. Per libertà non intendo poter fare ciò che si vuole (come spesso viene interpretata la libertà) ma essere liberi di poter compiere una scelta, dolorosa in qualsiasi caso, di non sentirsi dei mostri se si compie una o l’altra scelta. Dio stesso ha fornito all’uomo il libero arbitrio…
Concludo rivolgendomi direttamente a lei signor Ferrara. Io personalmente trovo la sua “lista-crociata” anti-abortista del tutto fuori posto, trovo decisamente inadeguato usare un tema così delicato e che tocca così profondamente e personalmente milioni di donne e di uomini, come campagna elettorale. Lei ha messo sullo stesso piano la moratoria sulla pena di morte e l’aborto, trovo difficile comprendere questa comparazione, visto che nel caso della moratoria sulla pena di morte si parla di evitare che persone adulte che hanno compiuto un crimine atroce, e già per questo hanno perso la loro umanità, vengano uccise, per evitare che anche la giustizia si disumanizzi, mentre nel caso dell’aborto parliamo di donne che si trovano davanti a un bivio atroce e non hanno nessuna colpa se non quella di cercare il meglio per sé e per i propri figli…
Finisco dicendole che se per lei abortire è come compiere un omicidio… bene… sono fiera che mia madre sia un’assassina. Cordiali saluti.

Anita Pallara 18 anni ex feto malato

Edoardo Boncinelli, genetista e professore all’Università San Raffaele di Milano, afferma che "Mettere al mondo un figlio malato è come infliggere una tortura a lui e a chi gli sta intorno".

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