L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Collocazione provvisoria di un Crocifisso
Per fare a tutti voi gli auguri di BUONA PASQUA ho cercato tra gli scritti di Don Tonino Bello; che più di tanti altri ha saputo spiegare il significato della Resurrezione di Cristo. Io che ho avuto la grande fortuna di conoscerlo perchè mio insegnante di Liceo, vi posso assicurare che pochi uomini nella storia sono riusciti a squarciare le coscienze e ad instillare la speranza come questo grande Servo di Dio.
AUGURI A TUTTI!
Collocazione provvisoria di un crocifisso - Dalle lettere di Mons. Tonino Bello
«Nel duomo vecchio di Molfetta (Bari) c'e' un grande crocifisso di terracotta. L'ha donato qualche anno fa uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l'ha addossato alla parete della sacrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta "collocazione provvisoria".
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell'opera, mi e' parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di li, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore, per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia tu che bevi al calice amaro dell'abbandono. Non ti disperare madre dolcissima che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime fratello che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non angosciarti tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto ad ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti amico sfortunato che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra. Coraggio, la tua croce, anche se durasse tutta la vita, e' sempre "collocazione provvisoria". Il calvario, dove essa e' piantata non e' zona residenziale. E il terreno di questa collina , dove si consuma la tua sofferenza, non si vendera' mai come un suolo edificabile.
Anche il vangelo ci invita a considerare la provvisorieta' della croce. C'e' una frase immensa ,che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo: " da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra".
Forse e' la frase piu' sacra di tutta la Bibbia. Per me e' una delle piu' luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili il tempo in cui e' concesso al buio di infierire sulla terra.da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora e' consentita la salita al golgota. Al di fuori di quell'orario c'e' divieto assoluto di parcheggio.dopo tre ore ci sara' la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza piu' lunga sara' cosiderata abusiva anche da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. C'e' anche per te una deposizione dalla croce. Ecco gia' una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelera' finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo. coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del pomeriggio. Tra poco, il buio cedera' il posto alla luce, la terra riacquistera' i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irrompera' tra le nuvole in fuga.»
Articolo scritto il 22.03.2008 alle 15:48


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