Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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Discutiamo sul referendum di domenica

Ricevo e pubblico - da Diomede Branca

C'è un fatto, che mi rammarica, è possibile che nessuno abbia voglia di discutere su altri quesiti? Domenica 21 in tutta Italia si ritornerà al voto, questa volta trattasi di un referendum elettorale ( con funzionalità abrogativo)

AL MOMENTO, LE REGOLE DELLA POLITICA HANNO ZITTITO COMPLETAMENTE LA VOCE DEI CITTADINI

La politica Italiana ha due macroscopici problemi. E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che noi non scegliamo più persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.

L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati. Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.

Il referendum riguarda questi due problemi.

CHE COSA PUO' SUCCEDEDERE CON IL TUO VOTO

I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente. E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto. Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento. Credo che una politica migliore sia possibile. E credo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini hanno fatto sentire la propria voce.

Voi come considerate l'attuale quesito posto alla volontà popolare...comunque vada e indipendentemente da chi dovesse vincere (se Si oppure NO), il referendum è la massima espressione di un popolo libero e democratico. Artt.75 e 87 della Costituzione

I tre quesiti referendari sono contenuti in altrettanti D.P.R. 30 aprile 2009 pubblicati in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2009, n. 99 e riguardano:

1 - scheda di colore VERDE (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati). Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti. Votando NO si lascia invariata la legge attuale.

2 - scheda di colore BIANCO (premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica). Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza al Senato della Repubblica, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti. Votando NO si lascia invariata la legge attuale.

3- scheda di colore ROSSO (abolizione delle candidature multiple) Votando SI si vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più circoscrizioni e si obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione elettorale candidarsi. Votando NO si lascia invariata la legge attuale.

Diomede Branca

Articolo scritto il 15.06.2009 alle 14:59   

Giuseppe Coppola ha risposto all'articolo il 15.06.2009 alle 15:35

Io voto NO per un semplice motivo. Votando SI non si tutelano le minoranze, cosa che invece dovrebbe essere garantita (vedi costituzione).
Una simile porcheria nemmeno andrebbe fatta.
1)Andavamo in giro a raccogliere le firme contro il porcellum di Calderoli mentre a me sembra che questo referendum non riguardi per nulla la legge Calderoli (si parla di abolizione delle coalizioni che come è noto esistevano ben prima cdl, polo ecc).
2)I primi 2 quesiti darebbero il premio di maggioranza al partito e non più alla coalizione e in un paese come l'Italia dove nessun partito raggiunge il 40% mi sembra una cosa improponibile. Si toglierebbe qualsiasi rapporto tra numero di voti ricevuti e rappresentanti in parlamento.
3)Come ha detto la Finocchiaro qualche tempo fa a ballarò: "la lega ha paura di dover confluire in un unico listone con il pdl". In pratica questo referendum verrebbe aggirato creando dei listoni al posto delle coalizioni e la situazione rimarrebbe la stessa di adesso (il pdl alle ultime elezioni era una lista ed è diventato partito successivamente). In pratica basterebbe che pdl e lega facessero una lista unica e poi si accordano loro su quanti seggi attribuirsi.
4) Ti riporto una frase dal sito del comitato promotore a giustificazione dei quesiti:
"Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata. "
Quindi
Si tratta di tre quesiti.
I primi due PEGGIORERANNO (in caso di vittoria del sì) l'attuale legge elettorale, perché daranno la maggioranza nei rispettivi rami del parlamento AL PARTITO che prende più voti (anziché ALLA COALIZIONE che prende più voti, come avviene attualmente).
Inoltre innalzeranno le soglie di sbarramento e NON RIPRISTINERANNO le preferenze dirette.
Vedo invece di buon occhio SOLO IL TERZO quesito che (in caso di vittoria del sì) impedirà ad ogni singolo candidato di presentarsi in più circoscrizioni, MA SOLO IN UNA.
Attualmente, un candidato può presentarsi in più circoscrizioni (anche tutte!, vedi Berlusconi alle europee) e, in caso di "elezione multipla", può scegliere in quale circoscrizione accettare la sua elezione, facendo subentrare tutti i primi dei non eletti TRANNE QUELLO/A che gli sta meno simpatico/a.
Invito perciò tutti voi a recarvi alle urne e, quando arriva il vostro turno, ad esibire documenti e certificato, urlando:
"BUONGIORNO. VOGLIO SOLO LA SCHEDA NUMERO TRE !!! ".

dimmi la verità ha risposto all'articolo il 15.06.2009 alle 15:42

"il referendum è la massima espressione di un popolo libero e democratico. Artt.75 e 87 della Costituzione"
Si Diomede ma al referendum sulla fecondazione assistita sei andato a votare?
Oppre sei stato abbediente alle gerachie vaticane e ai tanti politici genuflessi?
Ricordo a tutti che a parte qulche politico di sinistra e ai radicali, l'unico politico serio che ebbe il coraggio di dire no ai cardinali è stato Fini.

Per dimmi la verità ha risposto all'articolo il 15.06.2009 alle 18:46

Non riesco proprio a comprendere, come mai si vuol uscire sempre fuori tema. Per ora occupiamoci di rispondere sui quesiti attinenti al referendum sulla legge elettorale, dopo di che posti un tema, magari del passato referendum sulla procreazione assistita, mi riformuli la domanda, e molto volentieri soddisfero' le tue perplessita'.

P.s. Rimproveri forse la mia liberta', quando poi tu sai con chi interloquisci contrariamente da me.
Diomede Branca

sincero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 00:06

congratulazioni ai vincitori,
non ho fatto più alcun intervento in questo blog atteso che ad ogni mio intervento si scatenava l'inferno.
vorrei tanto che quest'entusiasmo non si placasse e che ogni ragazzo facesse politica seria per tutto l'anno, si confrontasse ed esprimesse la sua libera opinione confrontandola con quella degli altri.
Sempre, pero', all''insegna del pacifico e civile confronto.
Per quel che mi riguarda continuerò per la mia strada nonostante la diffidenza di alcuni .

Piero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 03:53

Caro Giuseppe Coppola,
Hai fatto benissimo a commentare i tre quesiti del referendum. Ho apprezzato anche le prime due motivazioni di voto ma non la terza.
Io ho già votato (noi all'estero possiamo esprimere il voto per corrispondenza) ed ho votato tre volte NO. Questo è infatti (stando al parere di molti costituzionalisti) il solo modo per costringere il parlamento ad effettuare una sostanziale modifica della legge elettorale vigente (la legge porcata). Votanto SI o non recandosi alle urne, tutto resta come è ora.
Rivolgendomi a tutti coloro che amano il proprio Paese, la sua Costituzione e la Democrazia, li invito a recarsi alle urne (il 21 o il 22 c.m.) e mettere su tutte e tre le schede una bella e visibile croce su NO.

Ho letto tutti i commenti scritti a proposito della vittoria o della sconfitta (a secondo dei diversi punti di vista) elettorale e sono completamente dello stesso parere espresso dalla Sigorna Anna Laura e dalla Signora Ungaro e di conseguenza non aggiungo altro e ciò vale a livello bipartisan.
Trovo, tuttavia, assolutamente sconcertante che uno che non ha il coraggio di firmarsi, pretenda arrogantemente che qualcun altro dichiari per chi o come ha votato. Se non sbaglio questo strano individuo si firma con "ULTIMO" e a tale proposito devo ammettere che il suo nome non è una scelta casuale, visto che con le sue pretese dimostra di essere davvero l'ultimo che merita di essere preso in considerazione.
Un saluto a tutti
Piero

SI ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 09:30

Scusa Piero, riguardo al referendum, votare NO significa che non si vuole abrogare la legge in vigore.
Quindi quel voto vuol dire "lasciate tutto come sta"!
Se poi si raggiungesse il quorum con il 50% dei votanti +1 e tutti votassero come hai fatto tu (cioè NO) chi la cambierebbe più questa legge?
Chiedo un parere ad Anna Laura, ma mi sembra che il SI, nei referendum, vuol dire VOGLIO ABROGARE (infatti si chiamano referendum abrogativi).
Piero attendo anche tue delucidazioni in merito, perchè anch'io ho fatto il tuo stesso discorso (e spero che il 50% +1 degli Italiani vada a votare, mah...) ma a me il risultato che esce è SI.
Con il tuo messaggio ci hai un po confuSI.
Torna presto a Specchia.
Cordiali saluti.

Rocco ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 12:44

Mi permetto di fare anche io una mia riflessione sui tre quesiti del referendum.
Mi trovo perfettamente in accordo con Piero sul votare NO ai primi due quesiti, ma sarei molto piu' propenso a esprimere un SI riguardo le candidature multiple.
Questo perche' ho il terrore che vincendo il NO rimanga (come ha preannunciato Bossi) l'attuale legge elettorale perche' leggerebbero nei risultati un apprezzamento del popolo italiano nei confronti del porcellum.
Viceversa, una vittoria del SI nei primi due quesiti produrrebbe, con effetto IMMEDIATO il ritorno alle urne per volonta' del Presidente del Consiglio dei Ministri che, sulla scia dei risultati di europee e amministrative, punta a un 54% in solitaria senza la lega che al momento rappresenta un ostacolo.
E rabbrividisco al pensiero di un governo guidato da Berlusconi che emana leggi direttamente dal giardino di Arcore tramite un giro di telefonate, senza bisogno di sedute a Montecitorio; e data la dimostrata compatezza dell'attuale maggioranza, non e' follia credere che cio' avverra'!

Poi una vota avuto il 54% sicuro, diventerebbe facile trovare/corrompere qualcuno per arrivare al 66% richiesto per mettere finalmente mano alla Costituzione come meglio gli aggrada.
Praticamente un avvio alla dittatura.

Votando NO ai primi due si evita che cio' accada.
Votando SI al terzo si comunica che l'attuale legge va, secondo noi italiani, comunque modificata!

FASCIO ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 13:59

ragazzi ora completiamo l'opera. continuiamo a fare politica. impegniamoci di piu' nel sociale. dobbiamo essere incisivi e determinanti come lo siamo stati in questi giorni di competizione elettorale.
ognuno nel suo ruolo, nella sua lista ha dato un impronta importante: valerio stendardo, leonardo branca, enrico vincenti, donato corvaglia, alessandro de giorgi etc. e tanti altri. un ringraziamento va anche a tutti quei ragazzi che hanno dato il massimo dall'esterno, il loro apporto è stato determinante.
continuate, non mollate sia se avete perso ,sia se avete vinto. specchia ha bisogno di ragazzi puliti e intelligenti. fuori il vecchio e l'obsoleto.
COERENZA E DETERMINAZIONE.
FN.

ERRE ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 15:09

Cambiare argomento è stata una scelta saggia, la maggior parte dei contenuti dei messaggi sulla politica locale, altro non sono stati purtroppo che reciproci e sterili insulti, frutto da una sorta di "tifo" da stadio e non da analisi serie e riflessive.
Non è questa o quella amministrazione che cambia la vita sociale ed i rapporti interpersonali della gente.
E' la gente che li determina.
Il rispetto da riconoscere al proprio avversario, rappresenta la giusta misura di quanto poi se ne pretende dal mondo che ci circonda.
Era normale che qualcuno, alla fine, avrebbe vinto la competizione elettorale.
Non è normale che, nonostante questa consapevolezza, non ci siamo predisposti a sentirci comunque tutt''uno, come cittadini, con il sacrosanto diritto di criticare (ed autocriticare) in maniera civile.
Per qualcuno il problema principale è sembrato essere il sapere a chi ha votato chi.
Per qualcun altro individuare le persone da esonerare dai meriti di una vittoria.
Siamo sembrati un paese fatto di tante persone, tutte impegnate in maniera ossessiva in una carriera politica, e dove il nostro risultato positivo era semplicemente rappresentato da quanto negativo fosse stato quello del nostro avversario.
Molti dei nostri antenati sceglievano di vivere in astio una vita per ragioni "politiche" ma non ricordo che qualcuno di loro si sia mai vantato di vivere nel 20° secolo!
Chi si è proposto, in prima persona, asserendo di volere dare una svolta positiva nei rapporti collettivi di Specchia non può tirarsi indietro, anche se oggi non fosse stato eletto, o può permettersi di dimenticarselo, se oggi fosse stato eletto, a prescindere da quale schieramento si sia trovato.
Io dico che finchè resteremo divisi saremo deboli e vulnerabili di fronte al tiro di coloro che riescono sempre a trarre la propria forza dall'altrui debolezza.
Un grazie a Diomede per aver dato il giusto spunto per un nuovo argomento.

Anna Laura ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 17:21

Stavolta caro Piero, non sono daccordo con te. Credo che se si andrà a votare NO allora non solo rafforzeremo le ragioni della lega, che tiene sotto scacco un intero paese, ma ammetteremo che la legge "porcellum" è una buona legge che non va affatto toccata. Secondo me questa legge elettorale è una porcata stratosferica che limita la democrazia. Va assolutamente modificata. L'unico modo è quello traumatico, cioè gridare la volontà di volerla cambiare. E lo si può fare solo votando SI a tutti e tre i quesiti referendari. Solo coì si potrà sperare in una battaglia della LEGA NORD che vorrà così rimettere mano alla legge elettorale per effettuare una modifica legislativa, introducendo magari sistemi di scelta democratica dei candidati. Se si voterà NO o non si andrà a votare, allora nessun cambiamento ci sarà, perchè tutti i partiti (e dico tutti, nessuno escluso) hanno interesse a nominare da sè i candidati, costringendo gli elettori, che non hanno possibilità di indicare alcuna preferenza, a votare ciò che altri hanno scelto per loro. Questa spinta può provenire solo dal basso, dalla gente; e se anche i quesiti referendari sono pericolosi o fatti male, bisogna lo stesso effettuare l'abrogazione delle parti in discussione. Ora abbiamo l'occasione di dire la nostra, approfittiamone, e diciamo che questa legge non ci piace. Questo è l'unico modo. E se bisogna rischiare, allora rischiamo. Ma rimanendo fermi al tanto peggio tanto meglio allora non si rischia, ma saremo certi che non cambierà nulla, e la responsabilità della "porcellum" passerà dal suo ideatore Calderoli, al popolo italiano che alla fine l'avrà pure sugellata.

proposta Franceschini ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 17:28

Durante la direzione del Partito di oggi Franceschini e' stato chiaro nello spiegare la linea del partito: il Pd non puo' che schierarsi per il si', in quanto l'obiettivo prioritario e' modificare il 'porcellum', che e' "una legge sbagliata e inaccettabile, e il referendum puo' servire a dare una spinta ad una riforma in Parlamento che "restituisca agli italiani il diritto di poter scegliere i loro rappresentanti".

Sia chiaro, pero', che al Pd non piace affatto la legge elettorale che risulterebbe dalla vittoria dei si.
Questo, ha sottolineato il segretario, deve essere palese a tutti, ma il Pd, in piena campagna elettorale, sceglie di dire con chiarezza come votare.

E per non lasciare spazio a equivoci, sfida pubblicamente la maggioranza a lavorare sin da subito a una vera riforma: "Il referendum - ha spiegato Dario Franceschini in conferenza stampa - ha un significato politico, cioe' la domanda che viene posta e' se si vuole abrogare la legge fatta da Calderoli e noi lo vogliamo".

Ragionamento fatto a prescindere dal modello elettorale, precisa subito il segretario ai giornalisti, tema non affrontato in direzione.

E se non vince il sì "sarà impossibile riformare la legge elettorale e per questo è giusta la posizione del Pd". Ne è convinto Enzo Bianco, che approva la scelta della direzione del Pd di dire sì ai quesiti referendari: "Sul referendum elettorale ho condiviso in direzione la posizione del segretario Franceschini-ha dichiarato il presidente dei Liberal Pd - e sono convinto che il partito debba schierarsi compattemente per l'abolizione della legge attuale".

"Non ritengo - aggiunge - che questo referendum risolva il problema alla base perchè non affronta lo scandalo delle liste bloccate. Ma noi vogliamo consegnare il Porcellum al passato. Se non si vince il referendum, non sarà possibile abolire questa legge che nega agli elettori di scegliere chi li deve rappresentare".

lollo ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 17:39

certo che bisogna votare SI a tutti e tre i questiti, altrimenti le cose non cambieranno mai......

Piero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 20:01

Carissimi Specchiesi a proposito del Referendum voglio farvi leggere alcuni pareri di gente che di politica s'intende e si occupa disinteressatamente e non per fini esclusivamente di potere o elettorali.

Inizo con l'inviarvi il parere di Giovanni Sartori se vi interessa leggere ciò che pensano altre PERSONALITÀ fatemelo sapere che pubblicherò il resto.
Buona lettura e buona riflessione a tutti.
Piero

Referendum, astenersi o votare No

La Scelta di LeG è arrivata fin da subito, sollecitata dalla richieste dei soci che chiedevano indicazioni, ma soprattutto spiegazioni.
"Un referendum su una pessima legge elettorale che avrebbe come risultato, qualora fosse approvato, una legge ancora più devastante, che non costringerebbe affatto il Parlamento a farne una migliore, ma che potrebbe avere come risultato il rafforzamento in Italia non del bipartitismo o del bipolarismo, bensì di un solo partito. Un monopartitismo che aprirebbe le porte a una vera e propria avventura della quale non vogliamo sentirci in alcun modo responsabili e che ci sentiamo di contrastare con la forza della nostra associazione".

Poi alla voce di Libertà e Giustizia si sono aggiunte quella del Comitato Salviamo la Costituzione, preoccupato delle distorsioni in senso ultramaggioritario che potrebbero mettere a rischio la Carta; quella di Valerio Onida per il No, convinto che con le modifiche referendarie uscirebbe una legge peggiore, ancora più grave, ispirata all'idea del bipartitismo che ha anche nel Pd alcuni importanti sostenitori. Per l'astensione sono Roberto D'Alimonte, "il nostro non è un Paese per il bipartitismo", Stefano Grassi, spiega la legittimità dell'astensione, prevista anche dalla Costituzione e dice: "L’intento sarebbe buono, correggere un sistema elettorale che non va bene. Il problema è che le modifiche previste andrebbero ad accentuare quelli che oggi vengono riconosciuti come difetti. Personalmente poi ritengo che a legiferare su riforme così complesse come quelle elettorali debba essere il Parlamento: l’esito del referendum rischia di assumere significati contraddittori e per nulla chiari". Infine, Gustavo Zagrebelsky, pure per l'astensione, si domanda che idea di democrazia si nasconda dietro il Sì.

Le scosse istituzionali e i silenzi dell'opposizione sollevano i dubbi di Sandra Bonsanti: oggi i guerrieri sono stanchi. Stanchi e delusi. Le fondamenta comuni sono troppo spesso tradite dalla classe politica che doveva coltivarle e custodirle come il bene più prezioso.
I vecchi sono lì, non a difendere e diffondere i valori, ma le loro poltrone, i luoghi da cui si amministra il potere. Impassibile il Pd si prepara ad esempio a un congresso di resa dei conti e non di ricerca di un leader, di un messaggio che ripartano dalla storia migliore del paese. Hanno rinunciato a seminare e invece hanno consumato tutto il raccolto. Sono così presi da questa sfida che hanno perso di vista la partita sul referendum. Ma se al Pd non importa di consegnare a una sola lista, a un solo partito il 55% del Parlamento, perché l’elettore deve ancora sentire quell’appartenenza comune?

Piero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 20:48

Dopo gli argomenti dell'astensione di Giovanni Sartori vi invio il pareredell'ex Presidente della corte Costituzionale "ONIDA"

La soluzione al dubbio sollevato da molti sul referendum arriva dall'ex presidente della Corte costituzionale, Valerio Onida, alla fine di due ore di dibattito approfondito e appassionato, a Milano, nel corso dell'incontro organizzato da LeG. Dice Onida: "Non è vero che chi dice No conferma un apprezzamento per la legge Porcellum. Il quesito referendario, infatti, secondo le indicazioni della Corte costituzionale non è 'Vuoi tu cambiare questa legge', bensì: 'Vuoi tu cambiare così, in questo modo, con queste correzioni l'attuale legge?. E allora, la risposta è facile, semplice, chiara: no, io non voglio cambiare così questa legge, perché ne uscirebbe una legge peggiore, ancora più grave, ispirata all'idea del bipartitismo che ha anche nel Pd alcuni importanti sostenitori".

Piero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 21:04

Vi invio un ultimo commento sula questione referendum e prego, soprattutto, Anna Laura a prenderne coscientemente visione, sperando che ciò possa farle cambiare idea rispetto al suo post precedente.

Astenersi o votare NO: è questa la scelta che Libertà e Giustizia ha deciso di raccomandare ai soci e agli amici che chiedono con insistenza una posizione sul referendum del 21 giugno.

Un referendum su una pessima legge elettorale che avrebbe come risultato, qualora fosse approvato, una legge ancora più devastante, che non costringerebbe affatto il Parlamento a farne una migliore, ma che potrebbe avere come risultato il rafforzamento in Italia non del bipartitismo o del bipolarismo, bensì di un solo partito. Un monopartitismo che aprirebbe le porte a una vera e propria avventura della quale non vogliamo sentirci in alcun modo responsabili e che ci sentiamo di contrastare con la forza della nostra associazione.

Il ragionamento di LeG è sempre partito da alcuni presupposti, punti fondamentali e principi ispiratori. Riteniamo che una legge elettorale debba rispondere ad alcune condizioni:

1) Deve contribuire ad avvicinare i cittadini elettori alle forze politiche, coinvolgerli nelle scelte dei candidati che saranno chiamati a rappresentarli in Parlamento.

2) Deve riuscire a stabilire nel risultato un rapporto tra rappresentanti e elettori che corrisponda realmente alla volontà espressa.

3) Deve essere semplice e facile da capire, affinché ognuno possa votare nella consapevolezza dell’effetto che avrà il suo voto

Tutto questo evidentemente ci è stato sottratto con il Porcellum e non sarebbe corretto da un eventuale vittoria del Si nel referendum, che abroga solo alcune disposizioni lasciando invariate o peggiorando le altre.

Le proposte abrogative su cui si voterà sono le seguenti:

1) per la Camera, soppressione della norma che consente la candidatura di una persona in una pluralità di collegi: cesserebbe così la possibilità per i dirigenti dei partiti di candidarsi ovunque, in testa di lista.

2) Sia per la Camera che per il Senato , soppressione della possibilità di formare coalizioni: la maggioranza assoluta dei seggi (54% nazionale alla camera, 55% in ogni collegio regionale al Senato) andrebbe alla singola “lista” che abbia conseguito la maggioranza relativa (anche un voto più degli altri), quale che sia la percentuale dei voti conseguita.

Resterebbe dunque immutato il meccanismo delle liste bloccate con un ordine di lista deciso dalle segreterie dei partiti.

Non vi è dubbio alcuno dunque che se fosse raggiunto il quorum e vincessero i Sì, i cittadini sarebbero sempre più espropriati del diritto di eleggere i propri rappresentanti, diritto fondamentale in ogni democrazia. La maggioranza assoluta assegnata al partito vincente, quale che sia la percentuale di voti ottenuta, estremizza il premio di maggioranza rendendolo non uno strumento di governabilità, bensì uno strumento che stravolge il senso della volontà realmente espressa dagli elettori.
Questo forte partito vincente sarebbe in grado da solo di cambiare la costituzione secondo i propri interessi particolari e con eventuali singole alleanze modificarla addirittura con i due terzi, maggioranza che preclude il ricorso al referendum confermativo.
Queste sono le preoccupazioni espresse dal nostro presidente onorario Gustavo Zagrebelsky. Della stessa natura era la valutazione espressa da Leopoldo Elia anche all’interno del “Comitato salviamo la Costituzione” (di cui era presidente del comitato scientifico).

Piero ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 22:51

Scusatemi ma sono costretto ad inviarvi per la seconda volta il parere di Giovanni Sartori. Purtoppo mi avete pubblicato, però,
due volte le dichiarazioni di L&G (Libertà & Giustizia)

Tra poco saremo chiamati a votare parecchio. Ma il voto che sin d’ora accende gli animi e fa più discutere è sul referendum Guzzetta-Segni in calenda rio per il 21 giugno: un referendum che modifica il si stema elettorale in vigore, il giustamente malfamato Porcellum. Per l’esattezza i quesiti referendari sono due. Il secondo propone di vietare le candidature multiple, e questa proposta è sacrosanta. Però il quesito importante è il primo, che mantiene il premio di mag gioranza ma lo attribuisce soltanto alla lista vincente e non più alla coalizione vincente. Di questa proposta 1) si deve dire bene, 2) si può aggiungere che è inutile, ma 3) si deve an che dire che è pessima.

Bene perché il Porcellum esibiva un controsen so, il controsenso di predisporre uno sbarramento (alla Camera il 4% per un partito, il 10 per una coalizione) e di consentire al tempo stesso coalizioni che lo avrebbero scavalcato. Per esempio, cinque «nanetti» del 2% cadauno si potevano alleare e così beffare la barriera.

Il che non toglie, però, che il divieto di coalizioni previsto dal referendum fosse inutile. Inutile per ché la legge parla di «liste» e non di partiti, e quindi quel divieto sarebbe stato aggirato dall’invenzione, per le elezioni, di due «listoni» acchiappatutti al coperto dei quali restavano e sarebbero riemersi i partiti di prima. Insomma, fatta la legge, trovato l’inganno. Inganno lucidamente previsto da Franceschini, allora presidente dei deputati Ds, che a quel tempo era evidentemente ancora lucido.

Pessima. Pessima perché si tratta davvero di un premio di maggioranza truffaldino e distorcente. Il professor Guzzetta lo pote va tranquillamente cancellare. Non lo ha fatto. Peccato.

Un premio di maggio ranza non è truffaldino (come non lo fu all’inizio degli anni Cinquanta) quando rinforza una vera maggioranza, e cioè quando richiede, per scattare, che la coalizione vincente arrivi almeno al 50% del voto. Invece il premio previsto dal referendum scatta in ogni caso, e così trasforma in maggioranza la maggiore minoranza. Anche se, per esempio, il Pdl ottenesse alle prossime elezioni soltanto il 30% dei voti, otterreb be lo stesso alla Camera il 55% dei seggi. Già lo scrive vo in data 1 novembre 2006: il rischio più grave è che «un partito di maggio ranza relativa possa vince re il premio senza aggregar si con nessuno e così conseguire una maggioranza assoluta tutto da solo: il che prefigura, in ipotesi, un inedito strapotere di Berlusconi». Purtroppo l’ipotesi di allora è la certezza di oggi.

Che fare? Si avverta: il sistema elettorale, in Italia, è stabilito con legge ordinaria a maggioranza semplice. Pertanto non è espres sione di una volontà popo lare ma di una normale volontà parlamentare. Ma se sottoposto a referendum, allora ottiene un rinforzo di legittimità. Nel caso in esame, se vinceranno i No (il rifiuto delle modifiche referendarie) allora si potrà dire che il popolo italia no vuole il Porcellum così come è. Se invece vincessero i Sì, allora si dirà che la sovranità popolare vuole una maggioranza ope legis.

E in entrambi i casi ci do vremo tenere questa mani polazione truffaldina a lungo.

Allora, che fare? Perso nalmente io non voterò. Non per indifferenza o pigrizia, ma perché rifiuto di conferire legittimità a due soluzioni che sono entrambe nocive. Non sarà, questa, una soluzione brillante. Ma è forse il male minore.

La Fenice ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 23:12

Ringrazio tutti per le delucidazioni; sono sempre più d'accordo con l'indicazione di voto espressa da Giuseppe Coppola.
Ritengo, infatti, che non andando a votare o votando no, non accadrà nulla; che votando si a tutti e tre i quesiti si farà un favore alla 'casta'; che votando in maniera congiunta e convinta SI solo alla terza scheda si esprimerà un voto che manifesta il sentimento di sdegno nei confronti di una legge assurda che non piace neanche a chi la ha formulata, ma che fa il gioco dei potenti!!!
Forse non risolverà nulla, così come saranno ininfluenti anche gli altri comportamenti elettorali, ma ci consentirà di avere la coscienza pulita nell'aver dato un segnale a quanti vogliono una politica fondata sul personalismo e non sulle ideologie.
Buonanotte a tutti, Cosma!

PS: mi auguro che l'amministrazione comunale tutta sostenga il paese in questo delicato passaggio storico. Io voglio vincere domani, i presupposti secondo me ci sono, ora tocca a voi!

Per il referendum... ha risposto all'articolo il 16.06.2009 alle 23:52

Avrei da pubblicare montagne di interventi circa i motivi validi per votare Si a tutti e tre i quesiti refrendari ma siccome questo è un luogo dove uno entra anche e soprattutto per rilassarsi, vi libero di tale incombenza dicendovi però che uno deve votare secondo la propria idea e non seguire quella di un certo Sartori che da alcuni anni ormai, pagato profumatamente, sputa opinioni che poi si sono verificate errate nella realtà senza contare tutte le volte che ha cambiato opinione su cose precedentemente affermate.
Bisogna prendere atto solo di una cosa, la "Casta" nella quasi totalità non vuole che si voti o che si voti NO e siccome dobbiamo mandare un segnale forte a questi politici, di diverso schieramento ma sempre pronti ed unanimi ad aumentarsi i compensi,i più cari al mondo, che devono cambiare registro per il nostro e per il loro bene.
La pazienza ha un limite e loro l'hanno travlicata ormai da tempo,
sono tutti responsabili della miseria in cui ci hanno trascinato e quando il popolo soffre è molto facile che poi si ribelli!
Lasciamo quindi che i Soloni prezzolati dicano ciò per cui sono pagati di dire, noi guardiamo in faccia la realtà e rispondiamo compatti " S I " a tutti e tre i quesiti referendari e cerchiamo di mandare a casa chi per 10 anni ci ha malgovernati alla provincia!
Un saluto cordiale anche a chi è di opinione diversa.

Le certezze... ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 00:07

Quando nel 1946 l'Italia chiamata ad esprimersi con un referendum scelse la Repubblica, un personaggio illustre che si batteva per la Mononarchia, ritenuto un intellettuale che faceva opinione, ebbe ad affermare che l'Italia avrebbe fatto un salto nel buio.
In effetti fu così ma solo perchè lui, ironia della sorte, divenne presidente della repubblica.
Si chiamava Giovanni Leone, forse il meno amato dei nostri presidenti, insieme a Scalfaro.
Per fortuna gli Italiani, in quella occasione, diedero credito alle proprie idee anzichè a quelle degli illustri opinionisti pieni solo di teorie.
Anche ora come allora dobbiamo essere noi elettori i soli protagonisti e lo saremo veramente se andremo a votare domenica prossima e soprattutto se voteremo per tre volte SI !
Un saluto a tutti.

Diomede Branca ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 00:42

Gentili signori, con tutto il rispetto delle massime opinioni postate dal signor Piero, culturalmente di gran lunga superiore alle mie esperienze, di contro penso che più che indicazioni abbiano filosofeggiato un pò di più su cio che dice la legge. Essa è chiara su un unico punto, nell' abrogare le coalizioni di liste e nel rafforzare la singola lista, nè più, ne meno.

RIPORTO LA LEGGE T.U. delle leggi elettorali - D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche

VERSIONE ATTUALE
Art. 83, comma 2
(…) Qualora la coalizione di liste o la singola lista che ha ottenuto il maggiore numero di voti validi espressi ai sensi del
comma 1 non abbia già conseguito almeno 340 seggi, ad essa viene ulteriormente attribuito il numero di seggi necessario per raggiungere tale consistenza.

VERSIONE ABROGATA DAL REFERENDUM ( SE VINCE IL SI)
Art. 83, comma 2
(…) * Qualora la singola lista che ha ottenuto il maggiore numero di voti validi espressi ai sensi del comma 1 non abbia già conseguito
almeno 340 seggi, ad essa viene ulteriormente attribuito il numero di seggi necessario per raggiungere tale
consistenza.
* COME POTETE NOTARE L'UNICA MODIFICA SARà SOLO ED ESCLUSIAMENTE L'ELIMINAZIONE del seguente punto :
(Qualora la coalizione di liste)

Diomede Branca ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 00:54

SENATO DELLA REPUBBLICA
D. Lgs. 20 dicembre 1993, n. 533 e successive modificazioni
Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica

VERSIONE ATTUALE
Articolo 17, comma 4
Nel caso in cui la verifica di cui al comma 2 abbia dato esito negativo, l'ufficio elettorale regionale assegna alla coalizione di liste o alla singola lista che abbia ottenuto il maggior numero di
voti un numero di seggi ulteriore necessario per raggiungere il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione, con
arrotondamento all'unità superiore.

VERSIONE ABROGATA DAL REFERENDUM
Art. 17, comma 4
Nel caso in cui la verifica di cui al comma 2 abbia dato esito negativo, l'ufficio elettorale regionale assegna alla singola lista che abbia ottenuto il maggior numero di voti un numero di seggi ulteriore necessario per raggiungere il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione, con
arrotondamento all'unità superiore.

Come notate anchequi sparirà in caso di vincita del sì:
"alla coalizione di liste"

Diomede ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 00:57

SCUSATO SE MI PERMETTO DI FARE UN RIEPILOGO

QUESITI 1 E 2 (CAMERA & SENATO)

Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti”.

QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)

Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica abusata) all’indomani del voto.

Diomede Branca ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 01:14

ULTIMA PUNTUALIZZAZIONE...
Per chi avesse il timore di un monopolarismo o monopartitismo,
può star tranquillo, anche a volerlo, dato che l'italia è un paese facente parte dell'Unione Europea non potrebbe mai essere governata da un "Dittatore".

Vedi: Carta Europea dei diritti fondamentali
segue link versione integrale
Le volonta politiche di uno STATO MEMBRO non potranno mai contrastare le volonta Univoche dei paesi membri dell'Unione Europea .
Il signor Sartori ea altri dovrebbero insegnarcelo, e non spaventarci...

CARTA EUROPEA ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 10:06

link CARTA EUROPEA http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf

Piero ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 11:37

Anch'io lotto per sconfiggere la casta politica il prima possibile. Solo che votando SI ai quesiti referendari si otterrebbe l'effetto contrario. Oltre ciò devo dire che per me il parere di un ex Presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida - anche lui uno dei massimi esponenti della lotta contro la casta polita - è la garanzia di un professionista in materia. Non so chi sia colui che ha criticato Giovanni Sartori, conoscendolo forse solo di nome. Lo invito a leggere qualcuno dei soui libri e verificherà che le sue tesi, espresse sempre in anticipo, hanno avuto conferma nel tempo.
Leggendo i quesiti referendari, si è portati, a valor di logica, a propendere per il SI ed è per questo che coloro che hanno promosso il referendum si sono attenuti al famoso detto gattopardesco: cambiare tutto per non cambiare nulla. Per me vi è ancora un'altra ragione a favore del NO. Questa si chiama Mario Segni. Col suo referendum sul bipolarismo, fatto per eliminare i cespugli (piccoli partiti) si è ottenuto l'effetto contrario. Infatti, grazie del bipolarismo, quando siamo chiamati a votare ci troviamo di fronte non più una scheda elettorale con dieci simboli ma con oltre 120.
La motivazione che l'Europa non può permettere nel suo interno vi siano Stati con forme di governo dittatoriali non tiene. Perchè nel caso della ns. legge elettorale, peggiorata con l'intervento dei referendum, la maggioranza assoluta, conferita alla lista o partito che raggiunge la maggioranza relativa, non significherebbe instaurare una dittatura ma una forma di democrazia dall'alto, cioè chi vince le elezioni comanda, annullando la sovranità del Popolo.
Sono certo che sia l'amico Coppola che la Fenice (non conosco D. Branca ma, attraverso i suoi post, sono portato a pensare che sia dalla parte del PDL) perseguono lo stesso obbiettivo: "distruggere la casta politca", solo che in buona fede hanno deciso di utilizzare uno strumento atto a perpetrarla. Se la loro decisione è scaturita in quanto seguaci del PD, mi permetto di affermare che una legge modificata con una vittoria dei SI farebbe comodo anche allo stesso PD nel caso in cui divenisse partito di maggioranza relativa. Questo è stato anche il motivo per cui il PD ha impedito, all'ultimo Governo Prodi, di mettere mano subito, come tutti ci aspettavamo, alla formualzione di una nuova legge elettorale che ci avesso liberato dall'attuale porcata e dalla, speriamo di no, iper-porcata che verrebbe fuori se vincessero i SI.
Buona riflessione a tutti e non abbiate paura di cambiare idea se il cambiamento porta a rimettere nelle mani la Popolo la sovranità democratica.
Saluti
Piero

La Fenice ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 16:23

Non è che per forza chi vuole fare un voto di protesta deve farlo alla maniera di Sartori o Onida! Ci sono tante altre forme di protesta...
Sinceramente credo che quello di farlo votando NO o non andando a votare sia il peggiore!!
Ritengo che se si raggiungesse il quorum per il solo SI che peggiorerebbe meno la legge elettorale, si darebbe un segnale forte alla cosiddetta casta!
Certo nessuno li vincolerà ad intervenire così come non si sentiranno vincolati neanche da una difficilissima vittoria dei NO (che di fatto darebbe ragione alla legge porcata) o da un'astensione che è manifestazione di disinteresse (nè più nè meno).
Bisogna dare un segnale forte, cercando di limitare i danni. Purtroppo è questa la legge elettorale che ci hanno dato (cari elettori del PDL) ed è questo il referendum per il quale siamo stati chiamati a rispondere!!!
Proveremo a votare con coscenza cercando, ciascuno a suo modo, di manifestare il dissenso, che percepisco come maggioritario nel paese!!!
Un saluto!

il camaleonte ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 17:45

Ma guarda a volte le sinergie... il sig. lia non ha perso tempo... naufragata la nave della poli bortone è subito salpato con quella della capone... (vedi manifesti elettorali presso ex sedi del partito i love sud) tempismo perfetto... Complimenti... una domanda però mi sorge spontanea, ed ora cosa faranno quella "valanga" i elettori che lo hanno sostenuto?

x il camaleonte ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 19:33

Quello che ha fatto Lia rientra nella logica del doppio turno. Al secondo vanno i due candidati presidenti più votati, e Lia evidentemente si sente più rappresentato dalla Capone, non mi sembra uno scandalo.

Piero ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 19:42

Fenice secondo me non capito un bel nulla. Le posizioni di Sartori e Onida non sono scaturite dalla volontà di protesta. Entrambe le PERSONALITÀ non possono essere paragonate ai fan da stadio così come è successo a Specchia prima e dopo la campagna elettorale amministrativa.
Vero è che se vincessero i SI nessun parlamentare si sentirebbe motivato a chiedere una nuova legge elettorale, cosa che non succederebbe in caso di vittoria del NO visto che tantissimi parlamentari hanno l'intenzione di mettere mano ad una nuova e giusta legge.
Quello che ti ostini a negare è la consapevolezza che i partiti maggiori - PD e PDL - con una modifica limitata ai soli quesiti refenderari ci sguazzerebbero. Poi ti chiedo: perché secondo te coloro che hanno promosso il referendum non hanno preso in considerazione di abrogare completamente la legge porcata?

Poi cara Fenice perché ti ostini a utilizzare questo Nic-Name dopo che in tuo precedente posto ti sei firmato con Cosma?
Saluti a tutti e Vi raccomando, per liberare l'Italia dalla porcata e dalla casta politica che sta sotterrando il ns. Paese occorre votare TRE VOLTE NO

No ai maltrattamenti agli animali ha risposto all'articolo il 17.06.2009 alle 19:57

Scusate se rivolgo l'attenzione su un altro argomento, ma di fronte a certi atti di malvagità è diifficile rimanere indifferenti.
Oggi, nel pomeriggio, nei pressi di Santa Cesarea Terme, sono stati trovati due cani, media taglia, chiusi all'interno di una busta con il solo scopo di farli morire.
Mi chiedo chi possa avere il coraggio di compiere tale gesto, ma , purtroppo, puntuale in questo periodo assistiamo ad abbandoni e maltrattamenti nei confronti dei nostri amici a quattro zampe.
Ricordiamoci che anche gli animali hanno un'anima...NON VANNO MALTRATTATI!

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