L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Il peggior nemico del cane: l'uomo! (I^ parte)
Pronto? Dottore?….C’è un branco di cani randagi in via…..che dobbiamo fare?….. - -Vigili Urbani di………..abbiamo un problema con un cane in piazza………..sembra aggressivo e insegue motorini, biciclette, ecc……………… -- Sono il Sindaco di………ho qui davanti a me un esposto presentato da un gruppo di cittadini che lamentano la presenza di cani randagi vicino alle proprie abitazioni……….. --Sono il sig………..chiamo dalla marina di……….mio figlio ieri sera è stato morso da un cane che si trovava vicino alla pizzeria……….. --Dei cani randagi stanotte hanno fatto strage dei miei polli, hanno rotto la rete del pollaio……….. --Sono il Maresciallo………..dottore le faccio un fax relativo a dei cani randagi che si trovano nella zona………..e che danno fastidio ai residenti…………. --Sono il Comandante dei vigili urbani di…………quando potete mandare l’accalappiacani per quei cani già segnalati con il fax dell’altro giorno?……. --Abbiamo trovato 10 cuccioli abbandonati vicino al cassonetto della spazzatura, dove li dobbiamo portare?……….. --C’è una cagna incinta che da una decina di giorni vaga senza meta sulla spiaggia di……..si può prendere? Si può sterilizzare? Dove si può portare?…. --Dalla Polizia di………..dottore è stato investito un cane, è ferito e ha causato un danno alla macchina, potete intervenire?……………
Questi sono solamente dei brevissimi e concisi esempi di quanto avviene giornalmente negli uffici dei servizi veterinari ASL: randagismo! randagismo! randagismo!…….La prima domanda che faccio è la seguente: Ma tutti questi cani prima di essere randagi dove stavano?…Vorrei provare con questo mio intervento a mettere un po’ d’ordine su questo argomento in cui ormai tutti si sentono autorizzati a dire di tutto e di più.
Le mie osservazioni e considerazioni derivano da un’esperienza sul campo ormai più che decennale durante la quale ho potuto studiare nei diversi aspetti il fenomeno del randagismo. Non citerò né numeri né date delle leggi in vigore che potrebbero annoiare, ma mi limiterò a chiarire alcuni comportamenti da esse derivanti. Eviterò gli eufemismi e darò alle cose il loro giusto nome.
Parto da tre parole che secondo me sono la chiave di lettura del fenomeno randagismo e che non sono contemplate da nessuna legge, ma dipendono solamente dalla maturità e civiltà di un popolo: CULTURA, EDUCAZIONE, RESPONSABILITA’.
La risoluzione del problema a monte sta in queste tre semplici parole che hanno un significato diverso ma che nella nostra discussione si sposano perfettamente per la spiegazione di questo fenomeno che è diventato una piaga sociale. In linea generale non c’è l’educazione e la cultura dell’adozione di un animale domestico, nel caso specifico del cane. Non si può assolutamente adottare un cane con la classica frase: “L’aggiu pijatu cu scioca ‘u vagnone”!…I canili sono pieni di queste “adozioni”. E’ meglio non prenderlo proprio se si parte da questa frase perché quando dopo pochi giorni il bambino non vorrà più giocare con il cagnolino, lo stesso andrà ad incrementare la già numerosissima schiera dei cani randagi con i problemi che tutti conosciamo.
Il cane è un essere vivente: gioca, mangia, corre, abbaia, cresce, ha bisogno della compagnia dell’uomo, che lo deve accudire e curare come un figlio (sì, proprio così, come un figlio). Se non si parte da questi concetti basilari è meglio non adottarlo. Bisogna iscrivere il proprio cane all’anagrafe canina regionale presso gli uffici veterinari ASL ed applicare il microchip: questo significa assunzione di responsabilità, dalla quale spesso molti fuggono perché attraverso il microchip si può risalire al proprietario dell’animale, che deve dar conto di tutti i movimenti che l’animale fa e assumersi quindi in prima persona la responsabilità che gli deriva dalla proprietà. Facciamo cadere il muro di omertà che c’è anche in questo campo. Sono più che sicuro che su cento cani randagi almeno ottanta hanno o avevano il proprietario, ed in paesi piccoli come i nostri ci conosciamo un po’ tutti….Segnaliamo agli uffici di Polizia Municipale le persone che lasciano in giro incustoditi i propri animali, ma con nome e cognome…perché si possa intervenire, se necessario, con le sanzioni previste dalla legge. Cerchiamo di essere più coraggiosi perché questi sono fatti nostri non degli altri….Altrimenti non possiamo lamentarci della presenza continua di cani randagi. Non bastano telefonate, fax o cose simili. Troviamo la forza e il coraggio di dire: “Caro amico mio ti prego di stare più attento al tuo cane, di tenerlo nella tua proprietà, o fuori, al guinzaglio”. Questa è la legge, le altre sono chiacchiere. Oggi vanno di moda i cosiddetti “cani territoriali”. E’ un’altra presa in giro. Chi si assume la responsabilità di questi animali?…Sono cani che dovrebbero essere microchippati, sterilizzati e assegnati al Sindaco pro-tempore del Comune di appartenenza che a sua volta dovrebbe contrarre un’assicurazione per gli eventuali danni che questi cani potrebbero causare; e che comunque non copre l’aspetto penale. Quanti Sindaci fanno ciò?…Si risolve così il problema randagismo? Credo proprio di no, perché, comunque, questi cani, salvo rarissime eccezioni, vivono tutto il giorno in maniera incontrollata e vagano per tutto il paese. Ritorno al concetto di base: è necessario che ci sia un vero responsabile del cane o dei cani e non uno fittizio ed aleatorio. Il cane di quartiere previsto dalla normativa vigente sarebbe secondo me una buona soluzione: un gruppo di persone di una zona che decide di adottare un cane nomina un tutor responsabile del gruppo, che si assume la responsabilità per conto ed in nome del gruppo firmando le carte inerenti l’adozione e quindi assumendosi la responsabilità del cane di quel quartiere. C’è invece la tendenza a deresponsabilizzare la gente affidandosi a Sindaci o associazioni animaliste senza un vero responsabile del cane. Insomma se un cane, in questo modo, dovesse causare un danno non si ha un vero e proprio responsabile e quindi non si avrebbe giustizia per un danno eventualmente subito.
dr. Santino Giangreco - Veterinario ASL LE
Articolo scritto il 17.07.2008 alle 15:55
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 18.07.2008 alle 15:48
Caro Santino,
se fosse sufficiente fare appello al buon senso individuale, ritengo che gran parte dei problemi dell’umanità sarebbero già risolti. Cultura, educazione e responsabilità sono elementi necessari ma non sufficienti. Al contrario la storia delle dottrine politiche, nonchè l'esperienza quotidiana, insegna come, per indirizzare il comportamento dell’uomo verso il bene collettivo, siano necessarie le leggi, le sanzioni ed una forza pubblica che possa applicare tali sanzioni. Cosa che, per altro, tu conosci meglio di me. Diversamente la faccenda resterà irrisolta, come è successo ogni volta che si è voluto utilizzare la filosofia dei diritti ed il vezzo del politicamente corretto per mascherare l’incapacità, o almeno la cattiva volontà, di affrontare le questioni. Di conseguenza dubito fortemente che il problema del randagismo si possa risolvere invitando solo formalmente i proprietari dei cani ad avere maggior cura degli animali ed anche un po’ di rispetto in più per gli altri. A mio avviso un modo efficace per responsabilizzare i singoli sarebbe quello di vincolare il possesso di un cane, ad esempio anche tramite un pubblico registro, al rispetto delle leggi vigenti. Il metodo dei controlli a campione è sempre risultato efficace, specialmente in un piccolo centro, per “esortare” i cittadini al rispetto delle leggi e per sanzionare i trasgressori. Questo potrebbe ridurre non di poco, almeno per il futuro, il fenomeno del randagismo.
Per quanto riguarda invece il presente temo che, se non saranno i sindaci, le associazioni o le altre istituzioni preposte a farsi carico dei cani randagi ed a toglierli dalle strade, potremo solo continuare ad assistere ad episodi di aggressione dei cittadini da parte degli stessi; E magari ad indignarci ogni volta che la gente, esasperata, deciderà di difendersi “in proprio” attraverso le esche avvelenate, come è successo anche a Specchia non molti mesi or sono e come è stato denunciato, se non ricordo male, da alcuni amministratori locali.
ALIANTE ha risposto all'articolo il 19.07.2008 alle 12:54
dott.ssa Remgi è vero che ha fatto "pace" con Sanapo? e tutte le cose che vi siete detto? Forse è meglio in questa fase parlare di cani...
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 02.10.2008 alle 17:11
A proposito del progetto “Cultura, Educazione e Responsabilità”, sono venuto a conoscenza di una interessante proposta di legge, che riporto di seguito, presentata presso la regione Liguria. Non so se vi siano proposte analoghe nella nostra regione tuttavia, ad ogni buon fine, ritengo utile segnalare l’iniziativa. Anche perché, nel perseguire il tentativo di disciplinare per legge i rapporti dell’uomo con gli animali domestici, è indubbiamente fondamentale tener conto delle difficoltà che potrebbero incontrare i cittadini meno abbienti.
“Visite gratuite nelle strutture veterinarie pubbliche e private convenzionate per gli animali di anziani a basso reddito: lo prevede una proposta di legge regionale presentata da Forza Italia, primo firmatario il consigliere regionale Matteo Rosso. - Vaccinazioni, analisi del sangue, ecografie o inserimento del microchip sono alcune delle prestazioni che vorremmo fornire gratuitamente per cani e gatti di cittadini meno abbienti (ha detto Rosso durante in una conferenza stampa alla quale ha partecipato il consigliere di Forza Italia Gino Garibaldi). Secondo una recente indagine, la spesa media annuale per la cura degli animali domestici è di 700 euro, troppi per le famiglie in difficoltà -. La proposta di legge si chiama "Promozione di servizi e prestazioni veterinari gratuiti per la cura degli animali di affezione per persone rientranti in fasce protette". E' riservata ad anziani che abbiano compiuto i 65 anni, esenti dal pagamento del ticket del servizio sanitario nazionale”.
Un saluto ai miei concittadini di Specchia, ovunque vivano.
Cosma Ferrarese
Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 16.10.2008 alle 17:57
Diventa disegno di legge l’assistenza veterinaria gratuita in aiuto a persone povere. Questo prevede il ddl bipartisan Amati-Bianconi.
“Gli animali di affezione, come vengono chiamati i nostri cani e gatti, devono essere considerati un’importante risorsa e un effettivo componente di tante famiglie”. Lo ha spiegato la senatrice Laura Bianconi(Pdl) nel corso della conferenza stampa di presentazione al Senato insieme alla senatrice Silvana Amati(Pd), al sottosegretario Francesca Martini e alla conduttrice Licia Colò. ” L’idea di aiutare a mantenerli in salute è molto importante, ad esempio, per gli anziani con una pensione minima che trovano nel loro cane, gatto o piccolo animale un sostegno psicologico non indifferente. E’ certo che in un momento difficile per le casse della sanità pubblica il percorso per rendere questa legge sostenibile non è facile, ma - sottolineano le senatrici Amati e Bianconi - diventa essenziale iniziare a lanciare questo messaggio per aprire il dibattito in Parlamento. Riuscire a garantire almeno le cure primarie - ha concluso la senatrice Bianconi - quali vaccinazioni, visite di controllo e pronto soccorso gratuiti all’interno di un meccanismo che preveda l’istituzione del Servizio sanitario veterinario convenzionato, offre la possibilità a molte persone che versano in uno stadio di grave disagio economico di non dover rinunciare al loro piccolo amico, e spesso unico famigliare”. La proposta di legge prevede, infatti, che chi è già esente dal ticket, non pagherà neanche le cure per i piccoli amici, ed anche l’istituzione di un Servizio sanitario veterinario convenzionato presso ogni Regione.

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