L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
Gli ultimi commenti
- Anna Laura Remigi (Egr.sig. Natale Finche lei con i suo...)
- Adolfo Scupola (Carissimo Bisio Per prima cosa voglio ri...)
- Bisio (@poltrone e divani Ragazzi non impressionatevi, i...)
- NATALE (AVVOCATO NON CAPISCO PERCHE' NON PUBBLICA QUE...)
- poltrone e divani (Con delibera n. 2438 del 20/11/2008 è...)
- caro amico ti scrivo... (Ho avuto modo di leggere le ulti...)
- Giorgio Biasco (Risposta per AMILCARE Gli attacchi da...)
- w Brunetta (Si Bisio è vero, aleggia, nell'aria que...)
- AMILCARE (Non provo nessuna ira nei tuoi confronti, sei t...)
- Bisio (Dolcissima Lucia, diversamente non si potrebbe d...)
- Cosma Ferrarese (Rispondo alle osservazioni di “grazie...)
- PROTOCOLLO 5842 E ARIECCOLO! (I misteri non finiscon mai....)
- Giorgio Biasco (Risposta per AMILCARE L'ira con la...)
- Bisio (Tremate gente...Tremate :-( Vi anticipo un link,...)
- Lucia (Caro Bisio (tra l'altro è il mio comico prefe...)
Gli articoli più recenti
- Lia si è dimesso!! perchè adesso?
- FALLIMENTI E DIMISSIONI: Il triste epilogo!
- Lettera aperta al futuro Sindaco di Specchia
- Halloween: ...a chi?!!!
- Anche a Specchia si firmerà contro il lodo Alfano
- A PROPOSITO DI PORCI !!!!
- Il consiglio delle 3 P (Petra-Pappadà-Porci)
- SVEGLIA!!!!
- GRAZIE!! a Francesca, Rocco e Guerino
- Ci pisciano addosso e dicono che piove!
- Maura
- AD PEIORA!!!!!
- Che bello!!! siamo tra i più poveri!
- Il peggior nemico del cane: l'uomo! (II^ parte)
- Riflessioni sulla NOTTE BIANCA
Parliamo di...
Il peggior nemico del cane: l'uomo! (II^ parte)
Affronterò ora sinteticamente un altro aspetto legato al randagismo, un altro problema che deriva dalla prima parte del mio intervento. Quest’altro argomento si esplicita attraverso tre parole chiave: CANILI, ACCALAPPIAMENTO, EUTANASIA. Queste tre parole hanno senso di esistere in quanto esiste tutta la prima parte del discorso, altrimenti non significherebbero nulla. La legge dello Stato assegna ai Comuni il compito di risanare i canili sanitari già esistenti o costruirne dei nuovi, oltre alla costruzione di rifugi. I canili sanitari sono i luoghi in cui i cani accalappiati stazionano per i primi sessanta giorni. I rifugi detengono gli animali dal sessantunesimo giorno in poi, ad oltranza, fino a quando non vengono adottati o non muoiono. La normativa regionale dettava i requisiti tecnici a cui i Comuni dovevano attenersi nella realizzazione di queste strutture. Ai servizi veterinari spettano compiti di vigilanza, di assistenza sanitaria nei canili sanitari e di accalappiamento. Pertanto, non ci può essere accalappiamento se non ci sono strutture (canili e rifugi) messe a disposizione dai Comuni. Rarissimi sono i Comuni che hanno costruito delle strutture proprie, molti hanno preferito affidarsi a strutture private. Attualmente la maggior parte delle strutture private hanno esaurito la propria ricettività, quindi non possono essere più ricoverati cani all’interno di questi canili. L’ultima modifica di legge ha ulteriormente ridotto la capienza dei canili-rifugi stabilendo un limite massimo di duecento cani per struttura. Tenendo conto che per emergenza continua ci sono già all’interno più cani di quanti ce ne potrebbero essere, per rientrare nelle norme di legge devono passare diversi anni prima di poter riprendere eventualmente l’accalappiamento.
Questo è il quadro generale della situazione. Per quanto riguarda poi l’eutanasia certamente dà luogo ad opinioni e prese di posizione diverse in quanto tocca sensibilmente le coscienze di tante persone. In tre casi la legge prevede che si possa procedere con questo metodo per l’uccisione indolore dei cani: quando sono di comprovata pericolosità, gravemente ammalati, o incurabili. La maggior parte dei cani presenti attualmente nei canili-rifugi stanno, purtroppo (vi spiegherò dopo questo mio “purtroppo”), fisicamente bene. Pertanto abbiamo tantissimi animali che stanno lì da molti anni (7, 8, 10, e qualcuno anche più).
Che senso ha per questi animali la vita? Come si fa a detenere per tanti anni esseri innocenti (l’unica colpa è quella di essere stati abbandonati da gente maleducata e irresponsabile) che si aggirano per anni tutti i giorni dell’anno in pochi metri? Come stanno psicologicamente? Qual è la loro personalità, il loro carattere? Hanno perso il loro essere senziente. Non possono più essere adottati. Ecco il mio “purtroppo”. Preferirei che rientrassero in quei tre casi di legge per poter praticare l’eutanasia alla gran parte di loro, piuttosto che vederli soffrire la solitudine. La legge dovrebbe stabilire un limite massimo di detenzione (attualmente non c’è) oltre il quale non si può andare. Raggiunto tale limite, se gli animali non sono stati adottati o non sono morti per cause naturali sarebbe bene procedere con l’eutanasia, che è l’ “estrema ratio”, ma io ritengo che in questo caso sia “benessere animale”. Così com’è ora la situazione questi animali sono psicologicamente inesistenti e sono un peso economico per tutti i Comuni che devono ovviamente mantenerli. Paradossalmente tenerli in vita in queste condizioni e senza nessun limite di tempo è, secondo me, maltrattamento e imbarbarimento verso creature innocenti. I canili ed i rifugi (così come sono oggi) sono delle strutture statiche, ma sono un male necessario. Bisognerebbe ripensarle completamente per renderle più dinamiche, creare all’interno un vero e proprio ufficio adozioni con l’aiuto delle associazioni animaliste, dei Comuni e dei veterinari. Dovrebbero essere dei luoghi di passaggio e non di permanenza eterna. Non è più possibile e non è giusto trattenere per anni questi poveri cani come detenuti. Sviluppare dunque un’educazione, una cultura, che creino delle “adozioni responsabili”. Nessuna delle istituzioni deve arroccarsi su posizioni proprie per partito preso, ma è necessario affrontare il problema insieme e trovare la soluzione più giusta ed equilibrata, per gli uomini e per gli animali.
Affermo con assoluta certezza che non ci sono responsabilità da parte degli animali, essi al contrario sono vittime. Le persone hanno creato e cronicizzato il problema, le persone ora civilmente, da popolo maturo, lo risolvano.
Dott. Santino Giangreco
Veterinario ASL
Articolo scritto il 20.08.2008 alle 00:00
morsicato ha risposto all'articolo il 22.08.2008 alle 08:28
Invece di giudicare un'opinione, tu sedicente wwf, che non hai il coraggio di firmarti, proponi una soluzione che eviti che la gente e i bambini vengano aggrediti per strada dai randagi e che eviti che questi poveri animali, abbandonati per la strada siano in balia degli imbecilli che li bastonano, o eviti di farli morire di fame o che finiscano sotto le auto con pericolo per gli automobilisti e per la stessa vita degli animali.
Fare i filosofi è facile, più difficile è trovare soluzioni fattibili.

Scrivi un commento
L'asterisco indica un campo obbligatorio