Anna Laura RemigiL'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)

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La CASA: diritto primario.

Visto che a tutt'oggi nessuno degli interessati, men che meno l'assessore al ramo, si è degnato di rispondere alle legittime domande poste sul blog sono costretta a baipassare la questione e passare ad altro argomento importante, forse anche più di quello del bilancio, almeno per le famiglie interessate.

Solo una piccola considerazione sulla questione del bilanco: io ho cercato di capire il perchè di questo silenzio... e credo che le ipotesi siano tre: 1) o l'assessore non sa che pesci pigliare... 2) o non ne parla perchè avendo una corresponsabilità politica sarebbe poi costretto ad adottare le dovute conseguenze...3) oppure deve obbedire all'ordine di non scrivere su questo blog e di fare esattamente l'opposto di ciò che qui si chiede! ....o tutte e tre!!... lascio a voi le conclusioni!..

Diritto alla casa Diritto alla casa Diritto alla casa Diritto alla casa Auditorium: dopo le pulizie

Qui vorrei parlare del DIRITTO ALLA CASA, e di come anche nel nostro bel paese ovattato, dove quasi tutti abbiamo una nostra casa, vi sono famiglie con bambini piccoli e situazioni di disoccupazione o di disagio che purtroppo lottano per avere una casa.

Lo Stato in passato ha cercato di venire incontro a questi problemi con la costruzuione e l'assegnazione di alloggi popolari, e anche a Specchia sono vari gli alloggi popolari costruiti ed assegnati a famiglie disagiate e povere. Gli ultimi alloggi sono stati costruiti nel 1995-1999 ed assegnati nel 1999 (ricordo che io stessa, in rappresentanza del Comune di Specchia, facevo parte della commisione di assegnazione che si riuniva a Maglie). Da allora solo pochissimi casi di assegnazione si sono avuti uno dei quali in via straordinaria e d'urgenza.

Orbene attualmente vi sono degli alloggi popolari in via prov. per Presicce abbandonati e fatiscenti o addirittura murati. Tra quelli abbandonati alcuni sono appannaggio di certi inquilini che li utilizzano come deposito, come rimessa o peggio ancora come discarica. E di questo potete avere contezza dalle foto che pubblicherò a breve e che quando ho visto per la prima volta mi hanno lasciata sconcertata. E' sconcertante e paradossale che da un lato vi sono giovani famiglie con padri disoccupati o inabili e bambini piccoli senza casa e con la impossibilità di trovarne una in affitto e dall'altro vi sono alloggi popolari in queste condizioni.

Qui non voglio dire di chi è la colpa, perchè questo non serve a queste famiglie, a loro serve risolvere il problema della casa che gli possa consentire di condurre una vita dignitosa. Ritengo che questi alloggi debbano essere recuperati e affidati con procedura d'urgenza tramite una ordinanza sindacale a queste famiglie che ne hanno estremo bisogno.

Si risponderà che in bilancio non ci sono soldi... Ma questo alibi non può sempre essere adottato, vi sono casi in cui un'amministrazione, nell'ambito delle proprie prerogative, deve fare tutto il possibile per tutelare i più bisognosi (specie quando le amministrazioni si dicono di sinistra), deve trovare il modo per soccorrere questa gente e deve stabilire delle priorità nella decisione delle spese.

Non si possono liquidare queste persone dicendo che non vi sono soldi senza cercare una possibile soluzione e poi di contro prevedere incarichi legali a studi blasonati con impegni di spesa di oltre € 6.000,00 per opporsi ad un semplice ricorso( del. giunta n°86 del 31 agosto 2009)

In casi come questi i soldi si devono trovare, vi sono obblighi morali ed istituzionali, e spero, e credo, che questa amministrazione abbia questa sensibilità e faccia a questo scopo le scelte opportune. So che all'interno di essa vi sono donne e assessori sensibili, spero che queste persone riescano ad imporre una loro soluzione.

Articolo scritto il 26.09.2009 alle 21:09   

Anna Laura ha risposto all'articolo il 27.09.2009 alle 00:16

Mi dispiace per te caro spacchiAMO ma le visite e gli interventi sul blog non vanno affatto scemando anzi, pensa che questo blog ha quasi superato il numero di visite del giornale "Il Gallo" che è una testata giornalistica a diffusione ed interesse territoriale e che da molti anni ha un suo sito. Nonostante i dictat dei vari comandanti che si sono succeduti le persone, nella loro intimità, restano curiose, e quando nessuno le vede non obbediscono agli ordini! ... e meno male, almeno questo!

x spacchiAMO ha risposto all'articolo il 27.09.2009 alle 00:31

Il mio nome non ha importanza e per questo non mi firmo, ma tu spacchiAMO credo che non ti firmi perchè chi ha dato l'ordine di non scrivere potrebbe accorgersi che tu quest'ordine non lo rispetti e allora sono guai...

Marisol ha risposto all'articolo il 27.09.2009 alle 00:51

Io penso che l'informazione sia una necessità primaria per la crescita di ogni persona e che a lungo andare possa sconfiggere ogni tipo di ignoranza a parte quella dettata dal proprio ego.
Quante persone vorrebbero sapere molto di più ma non hanno veramente il tempo di leggere per i ritmi logoranti della giornata!
Quante persone vorrebbero dire la loro su qualsiasi argomento ma sono bloccati dalla poca informazione!
Quante persone potrebbero avere diritto a un qualcosa che non gli è dato solo perchè non lo sanno ma chi sa non li tutela affatto!
Anch'io spero che chi amministra trovi il tempo per soddisfare questi obblighi morali ed istituzionali soprattutto per chi ha più bisogno, per i più deboli e quelli non informati.
Per fortuna Annalaura ha cambiato l'articolo principale: la casa è un diritto primario come comunque sarebbe stato un nostro diritto sapere di più sul bilancio ma vuol dire che ci meritiamo questo tipo di risposta IL NULLA ....altro che informazione, è pura omertà!

SpacchiAMO le barriere! ha risposto all'articolo il 27.09.2009 alle 05:52

Sono spiacente per essere stato frainteso: non mi riferivo al numero di visitatori, ma alla quantità, ed ancor più al contenuto, dei post rilasciati!!!

Caro messaggio delle 00:31, se ti serve per sentirti più tranquillo, sappi che il mio nome può benissimo prescindere dal contenuto ed è quindi molto meno importante del tuo (visto che ti arroghi il diritto di accusare qualcuno che non conosci e che non ha nulla nei tuoi confronti, solo per il gusto di dire qualcosa)!!!

x Belloveramente, tu per quanto mi riguarda non sarai mai mio sindaco: io non sono cittadino di Cartoonia!!!

x tutti. Il contenuto del mio precedente post riguardava l'opportunità o meno di tirare in ballo gli indirizzi IP... mi avete risposto picche!
State giocando ad un gioco senza osservare la regola principale: il rispetto!!!

* Home * CODICE ETICO * MonitoriAMO IL TER ha risposto all'articolo il 27.09.2009 alle 13:24

http://www.amospecchia.org/ pubblicate alcune foto di enzo agostinello su segnalazione di belloveramente

a qualcosa serve allora kiru blog!

basta ipocrisie ha risposto all'articolo il 28.09.2009 alle 09:26

Capisco che ci possono essere delle situazionei particolari, ma non credo che la casa sia "un diritto" da ottenere a spese della collettività.
Per costruire o acquistare una casa in molti ( anche più generazioni) hanno fatto sacrifici immani, andando a lavorare all'estero o al nord Italia e tanti non sono più tornati al paese.
Quindi la mia soliedarità va a quelle persone che continuano a fare sacrifici per tutta la vita sobbarcandosi un mutuo trentennale o un affitto assurdo non a quelli che aspettano la casa popolare o a quelli che la'ahanno ottenuta e aspettano che qualcuno gli faccia anche la manutenzione.
Basta ipocrisie ! non è questione di Dx o Sx

Cosma Ferrarese ha risposto all'articolo il 28.09.2009 alle 17:39

Rispondo all'intervento di “basta ipocrisie” delle 09:26.
Non posso negare che sia vero ciò che scrivi relativamente ai sacrifici immani fatti da più generazioni, non esclusa la mia, per costruire o acquistare una casa. Certamente meritano ammirazione coloro che, per poterla avere, si sobbarcano mutui pluridecenali. Considera che chi scrive vive lontano da Specchia da oltre venti anni; ti prego, pertanto, di non considerare gratuite o semplicistiche le mie affermazioni. Non ti nascondo che anch'io, quando vivevo a Specchia, facevo le tue stesse considerazioni, anche alla luce dell'eperienza dei miei genitori che hanno dovuto affrontare lunghi anni di lavoro all'estero, nonché tutte le difficoltà di carattere materiale e psicologico che ciò ha comportato. Ai nostri giorni qualcuno va perfino in Libano o in Afganistan, dopo essere stato in Iraq ed in Somalia, per poi, magari, tornare avvolto nel tricolore. Tuttavia dovresti considerare che lo Stato sociale (Welfar State, come si dice oggi a causa di quella forma di provincialismo mentale che porta i nostri connazionali a considerare come più nobile tutto ciò che viene dall'estero, perfino il linguaggio) nasce in considerazione del fatto che ci sono degli strati sociali (fino a venti anni fa, con una terminologia ideologizzata, li si chiamava “classi”) che, per quanti sacrifici possano fare, non saranno mai in grado di acquistare una casa, oppure di raggiungere un livello minimo di sussistenza, senza l'aiuto delle istituzioni. Tali situazioni (quelle che anche tu definisci “situazioni particolari”) nei nostri paesi e, a maggior ragione, nelle città sono molto più numerose di quanto si possa credere. Considera anche che, in questo particolare momento di crisi economica e di rottura della coesione sociale, il fenomeno è certamente, purtroppo, destinato a crescere. Molte famiglie, o coppie conviventi, nell'impossibilità di onorare i mutui che avevano contratto, sono state costrette a cedere alle banche quella che speravano potesse diventare la loro casa. Indubbiamente l'esperienza storica dimostra che, nel corso dei secoli, quanto maggiore è stata la disponibilità delle istituzioni a fornire assistenza ai poveri, tanto più è cresciuto il numero dei “poveri” che hanno chiesto assistenza. Questo fenomeno dovrebbe portare le istituzioni, ai diversi livelli, a valutare attentamente le situazioni particolari e ad individuare i casi di reale necessità, separandoli dagli altri che potremmo definire, stendendo un velo pietoso, di opportunismo. E' anche vero che, specialmente dei decenni di questa repubblica, l'assistenza fornita dallo Stato è diventata uno strumento che i partiti, ed i singoli politici, hanno utilizzato per estendere la loro “clientela”. Tutto questo, però, non dovrebbe farci dimenticare, come ho già detto, che ci sono degli strati sociali che non sono in grado, per i motivi più disparati, di competere adeguatamente in un regime di libera concorrenza quale quello di un sistema liberal-democratico. Per tutte queste persone non si può negare che la casa sia un diritto; per il riconoscimento del quale chi è impegnato nel sociale, a destra come a sinistra (due termini che vanno sempre più perdendo di significato; è sempre più realistico distinguere fra concezione comunitaria e concezione liberale), dovrebbe adottare delle forme di “sollecitazione” più attiva nei confronti delle istituzioni competenti.

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