L'Autrice
Anna Laura Remigi è nata a Specchia in provincia di Lecce il 26 febbraio del 1964. Fin da piccola ha sempre sognato di fare la Giornalista o l’Avvocato, e per questo si è sempre impegnata nello studio e nella conoscenza... (leggi tutto)
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Presepe vivente: tra finzione e realtà
Quest'anno si è svolta a Specchia la prima edizione del presepe vivente nel borgo antico. La manifetazione è stata organizzata dal gruppo Ravasco in collaborazione con la Parrocchia di Specchia ed il Comune.
A volte si è portati a sottovalutare queste manifestazioni, visto che oramai se ne fanno in quasi tutti i paesi, ed ogni paese mette in ballo le proprie caratteristiche. Ma poi dopo averlo visitato ci si accorge che alla fine lascia qualcosa di buono dentro, e si torna a casa contenti di averlo visto.
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Un presepe, quello del borgo antico di Specchia, che era diviso in due parti: una che raccontava la vita che si disloca intorno all'evento della nascita di Gesù, quella di ieri e quella di oggi, l'altra che ripercorreva le tappe bibliche della nascita, dall'annunciazione al bambinello nella mangiatoia.
Due modi diversi di vivere l'evento del Natale ma inscindibilmente legati tra loro. Forse la separazione fisica dei "due presepi" ha un po' disorientato il visitarore che si è visto proiettato in una dimensione mistica, immaginaria, storica e per questo staccata dalla realtà dopo essersi immerso nel calore della vita popolare profumato di fieno e di piccoli ovili, di pasta fatta in casa, formaggio fresco, pittule calde, vino novello e conserva piccante. Le botteghe dei mestieri hanno dato la sensazione di essere diventati piccoli piccoli per poter visitare il presepe che in ogni casa ognuno di noi avrebbe voluto avere; la seconda parte del presepe ha creato un po' di soggezione perchè ci siamo sentiti piccoli piccoli di fronte al grande mistero della nascità di Gesù.
Con il Natale si celebra Dio che si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a Noi: forse se la rappresentazione delle tappe della nascita fossero state inserite all'interno delle botteghe e delle case della povera gente, questo concetto sarebbe stato maggiormente compreso, vissuto e realizzato, e magari Cristo sarebbe nuovamente nato in una grotta e non in un castello.
Invito Rocco Indino, a cui va riconosciuto il grande impegno per l'allestimento del presepe vivente, ad inviare alcune foto per mostrare anche a chi è lontano, o a chi non l'ha potuto o voluto visitare, la piacevole manifestazione che si è realizzata.
Articolo scritto il 07.01.2008 alle 16:27
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